Santarcangelo. Sacchetti blinda Mutonia: «Un patrimonio unico è necessario difenderlo»

Salvare Mutonia equivale a salvare Santarcangelo: «Questa storia di identità e passioni ribelli che ci rende unici e che brilla nell’aria». Ruota attorno a questo punto fermo il discorso - a difesa «di tradizioni non scritte e di un incredibile patrimonio genetico che parte da Sigismondo Malatesta» - tenuto dal sindaco Filippo Sacchetti durante il consiglio comunale, chiamato ieri sera a pronunciarsi sul destino del parco artistico, dove nel gennaio del 2025 è caduta la mannaia del Consiglio di Stato.

Amarcord

Rivendicando il ruolo della Mutoid Waste company sbarcata all’ombra del Campanone nel 1990, quando aveva due anni, Sacchetti condivide i ricordi d’infanzia perché i bambini, per primi, sono in grado di cogliere la magia di artisti che come in una saga nordica creano col fuoco forgiando metalli da cui prendono forma «mostri e personaggi con cui si giocava nei pomeriggi spensierati». Toglieva il fiato anche l’esplorazione dell’ex cava sul Marecchia, sede di questi artisti britannici, in un panorama post industriale, tra fantascienza e mondo cyber punk. «Ho pianto dall’emozione - confessa - quando sotto il Comune ho visto dar fuoco a un enorme skyline di Santarcangelo in ferro: come a dire, questo è il nostro modo per sentirci a casa».

Un legame che, ribadisce, non è casualità ma scelta: «Mutonia è qui perché qui c’è il Festival internazionale del teatro» che li invitó quasi 4 decadi fa.

Criticando la banalizzazione che li derubrica «a frikkettoni in roulotte», Sacchetti esalta l’utopia mutante per la quale lo scarto non esiste «e si puó generare un mondo migliore, ora e all’infinito» navigando «contro il consumo spregiudicato e un sistema dove ormai tutto, anche le persone, sembra diventato sostituibile». «Un’influenza culturale, la loro, - sottolinea ancora il primo cittadino - che si è estesa a tutta Europa»: dalle collaborazioni con la meccanica di eccellenza mondiale come Ducati e Jeep al settore dell’alta moda o a eventi mondiali come le Paraolimpiadi di Londra del 2012.

«Se è legittimo che a un santarcangiolese non importi niente di questa storia - riconosce - non lo è per gli amministratori perché le sentenze si rispettano, ma si possono non condividere».

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