Rischio alluvione, l’Emilia-Romagna è la regione più a rischio

L’Emilia-Romagna è tra le regioni più a rischio climatico. E’ anche quella con il livello più alto di consumi energetici in Italia e con emissioni sopra la media nazionale. Allo stesso tempo è anche uno dei territori più attivi nella transizione energetica. La conferma arriva da ‘Ciro’, acronimo di ‘Climate indicators for italian regions’, ossia la piattaforma sviluppata dal centro studi ‘Italy for Climate’ in collaborazione con Ispra, per analizzare le performance ambientali regionali attraverso 27 indicatori chiave. L’Emilia-Romagna risulta dunque essere la regione italiana con la più alta quota di popolazione esposta al rischio alluvione: 61% contro una media nazionale dell’11%. Questo si accompagna a “livelli elevati di consumo di suolo” e a una “frequenza di eventi climatici estremi superiore alla media nazionale”. L’Emilia-Romagna registra anche emissioni pro capite superiori alla media nazionale (8,5 tonnellate di CO2 equivalente per abitante), legate anche all’elevata industrializzazione, con assorbimenti naturali inferiori alla media. Presenta inoltre il livello più alto di consumi energetici pro capite tra le regioni italiane, sebbene in calo negli ultimi anni, con un mix energetico fortemente dipendente dal gas (53% contro il 37% nazionale). Criticità emergono poi nel comparto agricolo per i livelli elevati di emissioni, l’utilizzo di fertilizzanti e la densità di allevamenti bovini, tutti superiori alla media nazionale.

D’altro canto, l’Emilia-Romagna risulta avere anche una delle “migliori performance in Italia del settore industriale per emissioni in rapporto al valore aggiunto”, con una riduzione del 27% tra il 1995 e il 2023. Anche sul fronte delle rinnovabili, la regione è nella media nazionale per nuovi impianti installati e per il raggiungimento degli obiettivi al 2030, anche se la quota di energia da fonti rinnovabili è inferiore alla media italiana (11% contro il 18%). Anche sul fronte trasporti, i dati dell’Emilia-Romagna sono positivi: il numero di automobili è inferiore alla media nazionale e i passeggeri del trasporto pubblico locale sono in linea col resto d’Italia. “L’obiettivo non è fare delle classifiche- assicura Andrea Barbabella, responsabile scientifico di ‘Italy for Climate’- quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione”. Il database ‘Ciro’, aggiunge Barbarella, “ha anche l’obiettivo di promuovere nei territori un dibattito sulla transizione informato e basato su dati quanto più possibile attendibili e scientificamente fondati, frutto del costante lavoro di confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifiche di rilievo nazionale”.

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