Si sono concluse le indagini condotte dalla Procura di Rimini a carico di due uomini, un domenicano di 37 anni e un cubano di 36. L’accusa formulata è quella di tentata estorsione in concorso.
La vicenda, risalente a maggio 2024, ruota attorno a un presunto ricatto ai danni di un’imprenditrice riminese cinquantenne. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il piano criminoso sarebbe scattato a seguito di una relazione extraconiugale intrattenuta dalla donna con il trentasettenne domenicano.
I due indagati, agendo di comune accordo, avrebbero utilizzato la minaccia di rivelare tale legame al marito della vittima come leva per ottenere un ingiusto profitto.
Il tentativo di estorsione si è consumato prevalentemente attraverso una piattaforma di messaggistica istantanea. Nello specifico, le comunicazioni intimidatorie sarebbero partite dall’utenza telefonica in uso al trentaseienne cubano. Il contenuto dei messaggi era esplicito: se l’imprenditrice non avesse consegnato la somma di 10.000 euro, i dettagli del tradimento sarebbero stati svelati al coniuge.
L’imprenditrice, tuttavia, non ha ceduto alle richieste. Invece di pagare, si è rivolta alle forze dell’ordine, dando il via all’attività investigativa che ha permesso di identificare i presunti responsabili e di interrompere l’azione delittuosa. Proprio l’intervento delle autorità ha fatto sì che il reato rimanesse allo stadio di tentativo, non riuscendo i due nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà.
Con l’emissione dell’avviso della chiusura delle indagini, gli indagati hanno ora la facoltà, entro venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti o chiedere di essere sottoposti a interrogatorio per esporre la propria versione dei fatti.
La difesa dei due uomini è affidata agli avvocati Andrea Muratori e Enrico Graziosi, entrambi del foro di Rimini. Gli atti relativi alle indagini restano ora a disposizione dei difensori per la consultazione e l’estrazione di copia, in vista della successiva fase processuale.