Rimini, razziato il ristorante stellato: “Mi hanno portato via le ricette di una vita”

RIMINI. Doveva essere un giorno di festa, la celebrazione degli 80 anni di storia di cucina di mare in famiglia con un evento a quattro mani a Verucchio al Ristorante La Rocca Dalla Margherita che tagliava lo stesso traguardo da tempio della tradizione della cucina di (entro)terra. Ma nella notte, quello che nel 1946 era il capanno in legno aperto da nonno Guido diventato nel tempo il ristorante stellato più longevo di Rimini è finito nel mirino dei ladri. A rivelarlo è lo chef Gianpaolo Raschi, titolare dell’attività insieme al fratello Gianluca.

Forzata la porta

«Sono entrati forzando una porta di legno dalla terrazza sulla spiaggia, il sistema di allarme purtroppo non ha funzionato per un’avaria, hanno rotto un vetro e messo sottosopra l’ingresso, da dove hanno portato via di tutto: tre computer, fra cui quello con tutte le ricette di una vita, tre iPad, un paio di telefonini, bottiglie di champagne, vino e distillati, qualche attrezzo in cucina e addirittura un pezzo di Grana Padano che tenevamo nella vetrina delle acque da grattugiare ai bambini che vogliono un piatto di pasta al pomodoro» spiega sconsolato il titolare del ristorante Guido.

L’appello per chi resta aperto

«Era una giornata di festa, ricca di appuntamenti importanti per il ristorante che porti avanti da una vita con passione e ti trovi violato in casa tua e costretto a dover sistemare tutto. É questo a fare ancora più male. Non voglio fare polemiche né ho pensieri qualunquisti di quelli tanto di moda nelle trasmissioni tv, ma lanciare un appello a una maggiore attenzione generale sì, perché è un problema che può riguardare tutti. Con la fine della stagione estiva, qua a Miramare la spiaggia si svuota, restiamo l’unico locale aperto in diverse centinaia di metri e non è raro che accada qualcosa di brutto. Ma non è solo Miramare, il problema è generale: sulla spiaggia fino a Rimini rimaniamo aperti in pochi anche d’inverno, tutti ci mettiamo l’anima e a lasciare l’amaro in bocca è il non sentirsi abbastanza tutelati dalla collettività» aggiunge Raschi, rivelando: «Questa volta è toccata a me, gli altri anni ad altre attività. Due giorni prima, durante il servizio avevano già rubato la bicicletta elettrica di valore al nostro sommelier. Sarebbe bello poter dormire sonni tranquilli quando si va a casa dopo una giornata di lavoro...».

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