rimini
martina bacchetta
Le immagini di Mussolini e Hitler esposte tra le vetrine dei negozi e sulle bancarelle del lungomare finiscono nel mirino della maggioranza. L’obiettivo è sottrarre visibilità a simboli e memorabilia legati ai totalitarismi, intervenendo dove gli strumenti normativi lo consentono: niente esposizione verso la strada e stop alla vendita nei mercatini organizzati dal pubblico. È il contenuto di un ordine del giorno a cui sta lavorando il consigliere Marco Tonti, promotore dell’iniziativa, che ha già condiviso la proposta con i gruppi di maggioranza e con l’Anpi.
«Non possiamo considerare normale che chi arriva a Rimini per trascorrere le vacanze si ritrovi davanti, nelle vetrine dei negozi, tazze con la svastica o altri cimeli nazisti o fascisti», osserva Tonti. A sollecitare l’intervento sono state anche le ripetute segnalazioni di turisti indignati comparse sui social. «Ho iniziato ad approfondire la questione per individuare gli strumenti che permettessero di arginare l'esposizione pubblica di questi materiali».
La proposta si articola su due livelli. Per i mercatini dell’antiquariato e le manifestazioni pubbliche si punta a introdurre specifiche disposizioni nei regolamenti, vietando la commercializzazione di questi articoli. Diverso il discorso per gli esercizi commerciali: in assenza di una normativa nazionale che consenta di proibire la vendita, l’intervento riguarderebbe le vetrine e gli spazi visibili dalla strada. «Non possiamo impedire ai negozi di vendere questi prodotti, ma possiamo evitare che vengano esposti al pubblico». Il provvedimento comprenderebbe inoltre i simboli riconducibili a tutte le forme di totalitarismo.
L’iniziativa ha il sostegno dell’Anpi. Il presidente della sezione comunale, Andrea Caputo, la definisce «una proposta importante e condivisibile», già discussa con Tonti prima della sua elaborazione. Il presidente ricorda anche quanto accaduto durante l'estate ai mercatini del venerdì, quando l'intervento dell'amministrazione aveva portato alla rimozione di una bancarella che vendeva immagini di Mussolini, accendini e altri gadget. «Non si tratta soltanto di una questione di sensibilità, ma anche dell'immagine che Rimini restituisce ai suoi ospiti. È paradossale che i turisti tedeschi, provenienti da un Paese in cui l'esposizione di questi simboli è vietata, debbano ritrovarsi davanti immagini di Hitler durante una passeggiata sul lungomare».
L'ordine del giorno non è ancora stato depositato. Tonti sta definendo con la presidente del Consiglio comunale, Giulia Corazzi, le modalità per portarlo in discussione. La presentazione arriva in un periodo particolarmente significativo: domani, 9 novembre, ricorre infatti l'anniversario della Notte dei Cristalli, il pogrom del 1938 in cui il regime nazista devastò negozi, abitazioni e luoghi di culto ebraici. Proprio il richiamo alle vetrine, in questo caso, assume un valore simbolico che il promotore ha voluto sottolineare.