Come purtroppo moltissimi uomini, non ha accettato la fine della relazione con la sua ragazza, dando sfogo alla sua ira con insulti sessisti scritti sull’asfalto davanti a casa, minacce di dare fuoco a tutto e “fare piangere” i suoi genitori, presentandosi insistentemente sul luogo di lavoro della giovane, fino prendere calci le porte e aggredire il padre di lei intervenuto in difesa della figlia. Un’autentica persecuzione che ha costretto la giovanissima vittima, di nemmeno 20 anni, a cambiare le sue abitudini per la paura di incontrare il suo ex ragazzo, italiano, poco più che ventenne.
Lo scorso luglio, dopo oltre sei mesi di minacce, appostamenti sotto casa, messaggi e tentativi di dominarla “ispirati” allo scopo di convincerla a tornare insieme a lui, la giovanissima l’ha denunciato. E adesso, dopo essere già stato colpito dal divieto di avvicinamento alla ex, per lui si è messa in moto la macchina giudiziale, con l’emissione del decreto di giudizio immediato (da parte del gip Raffaele Deflorio), come richiesto dal pubblico ministero che ha coordinato le indagini, Luca Bertuzzi.