Rimini. Mercato coperto, assalto al pesce fresco: «Una fila continua per tutta la mattinata»

Pescherie piene e banchi del mercato coperto presi d’assalto. Il blocco pesca della scorsa settimana, con i pescherecci ormeggiati in porto per il mancato arrivo da Roma dei soldi del credito d’imposta sul caro-gasolio e dei contributi del fermo pesca 2024 e 2025, aveva svuotato le ceste del pescato. E costretto i riminesi a fare a meno, per diversi giorni, del merluzzo, delle triglie, delle seppie, dei sardoncini.

Il ritorno del pesce

Fino a ieri, quando con il ritorno in mare delle barche (protesta rientrata dopo l’accordo con il governo), il pesce è tornato a riempire banchi e scaffali. Per la gioia di buongustai e ristoratori. «Dalle 6 di questa mattina (ieri, ndr) fino alle 11.30, quando ho terminato il prodotto, è stato un continuo andirivieni di clienti. Fila continua e testa bassa a lavorare». Marcello Soldano, titolare di uno dei banchi di pesce al mercato coperto, fotografa perfettamente la mattinata di ieri, col ritorno del pescato e la corsa all’acquisto da parte dei riminesi. «Nella mia pescheria lavoriamo in sette – sottolinea Soldano -. Ebbene, per cinque ore nessuno di noi è riuscito a tirare su la testa. Tanti sono stati i clienti. Del resto, dopo una settimana di scarsità di pesce, questo ritorno all’abbondanza ha ingolosito un po’ tutti. Basti dire che la spesa media a cliente si è aggirata intorno ai 40 euro, per farvi capire che tipo di giornata è stata».

Pescheria che vai, fila che trovi. «Diciamo che la ripresa dell’attività di pesca dopo una settimana di protesta ha spinto molti riminesi all’acquisto – puntualizza Pasquale D’Orsi, titolare di uno dei banchi al Mercato coperto -. Rispetto ai giorni scorsi il flusso di clienti è stato molto più alto, con una spesa media a persona di 30 euro circa».

Prezzi confermati

Nonostante il “pienone” i prezzi si sono mantenuti sui soliti livelli, tranne che per merluzzi e triglie. «Questi due prodotti sono aumentati – spiega Soldano -. La loro totale assenza durante la scorsa settimana ha fatto lievitare il prezzo. All’ingrosso il merluzzo ha viaggiato intorno 17 euro al chilo, noi lo abbiamo venduto a 20 euro, mentre la triglia, quella piccola, era sui 10 euro al chilo e quella grande sui 15 euro. Anche in questo caso abbiamo messo 2-3 euro di ricarico». Per il resto prezzi contenuti «anche perché la piccola pesca ha continuato a lavorare e quindi cozze, vongole, seppioline non sono mancate mai», precisa D’Orsi. «E, infatti, abbiamo continuato a vendere le cozze a 4,50 euro al chilo, le vongole a 5 euro, così come i sardoncini e le seppie a 15 euro».

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