Non bastava la beffa, si è aggiunto anche il danno. Mollura e Avellino avevano dato il primo dispiacere stagionale alla Dole e pochi minuti dopo ecco che si crea un parapiglia all’interno del palasport Flaminio. Il motivo? La moglie di Cody Demps, la signora Stav Itzhak, di origini israeliane, è stata avvicinata da due “tifosi” biancorossi che l’hanno minacciata e insultata: “Assassina, assassina”.
Logicamente gli spettatori che stavano uscendo dal palazzo si sono precipitati nella zona del “fattaccio” cercando di allontanare i due personaggi e preoccupandosi della salute di Lady Demps, tra l’altro incinta. La quale, rispetto alle prime voci che l’avevano dipinta come molto scossa, è rimasta molto tranquilla.
Logico che si è cercato di capire il reale motivo di questa aggressione verbale che probabilmente va al di là del classico “caccia all’israeliano”. In realtà Stav Itzhak aveva nel suo profilo social un’immagine con un’arma, ricordo del servizio militare nel proprio Paese. Il profilo è stato chiuso pochi giorni dopo il suo arrivo e quello del marito a Rimini, ma a qualcuno evidentemente quella foto non è sfuggita.
Le parole del sindaco
Ieri intanto è stata giornata di reazioni, a cominciare dalla presa di posizione del sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad. “Ho appreso dai giornali la notizia della vergognosa aggressione verbale avvenuta al palazzetto dello sport in occasione della partita Rbr-Avellino ai danni della moglie israeliana di un giocatore della Dole. Voglio esprimere alla signora la massima vicinanza e solidarietà per un episodio inaccettabile, che non ha nulla a che vedere con Rimini. Rimini, medaglia d’oro al valore civile, non giustifica MAI alcuna forma di violenza, prevaricazione, guerra o sopruso individuale, in qualsiasi contesto e situazione si verifichi”.
Il commento di Rbr
Anche la società biancorossa ha affidato la sua ‘voce’ a un comunicato precisando inoltre che Demps è apparso molto tranquillo sia domenica sera sia ieri. “Dole Basket Rimini prende fermamente le distanze dai comportamenti messi in atto da alcuni individui isolati al termine del match con Avellino di domenica 4 ottobre.
Tali comportamenti non trovano spazio al Flaminio e non rappresentano in alcun modo i valori che da sempre contraddistinguono Rinascita Basket Rimini e che per noi vengono prima di tutto. La Società si impegna con convinzione a mantenere questi valori al centro della propria azione quotidiana, come testimoniano, ad esempio, i progetti “Io Tifo Positivo” e “Play Ethical” avviati nella scorsa stagione e confermati per quella corrente.
Allo stesso modo, partita dopo partita, il pubblico biancorosso si contraddistingue per un tifo caloroso e appassionato, ma sempre corretto e sportivo. Rinascita Basket Rimini non può quindi accettare che questa immagine venga offuscata dal comportamento di pochi e sostiene l’attività delle autorità competenti affinché quanto successo non accada più”.
La tifoseria organizzata di Rbr, logicamente estranea ai fatti di domenica sera, si riserva di emettere un comunicato che eventualmente verrà dato alle stampe dopo un incontro tra i responsabili del Barrio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA