Rimini, la proposta della Diocesi: auditorium, conferenze e posti per i senzatetto

RIMINI. «La chiesa del Suffragio come auditorium musicale, quella dei Servi come contenitore universitario per conferenze internazionali e la chiesa di San Nicolò come luogo di accoglienza». Più che una proposta, quella lanciato da don Danilo Manduchi, economo della Diocesi, somiglia più ad un appello alle istituzioni cittadine a valorizzare parte del patrimonio religioso e culturale di Rimini. «Abbiamo diverse chiese sottoutilizzate che andrebbero rilanciate, ma per fare questo ci vorrebbe la collaborazione del Comune».

Crisi vocazioni

Un sollecito, dunque, che sa anche di richiesta di aiuto per salvare dal pericolo dismissione immobili cittadini importanti.

«Perché – spiega don Danilo - con questa forte crisi di vocazioni, tra qualche anno rischiamo concretamente di ritrovarci con un eccesso di strutture da gestire. E a quel punto che facciamo? Le alieniamo?».

E così prima di arrivare a dover vedere trasformato un patrimonio così importante, l’economo della Diocesi si rivolge all’amministrazione comunale, ma anche ad altre istituzioni pubbliche, affinché si possa individuare una soluzione che soddisfi entrambe le parti: la Chiesa e l’Ente locale.

Le ipotesi di utilizzo

Sottolinea quindi don Manduchi: «Faccio l’esempio di tre immobili antichi e di alto valore non solo religioso: la chiesa dei Servi in corso d’Augusto, nei pressi del ponte di Tiberio, la chiesa del Suffragio davanti alla Domus del Chirurgo, e la chiesa di San Nicolò davanti alla rotonda Montemaggi. Si tratta di strutture importanti ma poco utilizzate per il culto. Ebbene, col Comune potremmo intavolare una trattativa affinché, vincoli religiosi e cultural-architettonici permettendo, possano acquisire una duplice destinazione: per la messa, là dove è possibile, e per attività culturali».

C’è chi si è già mosso

Un’idea concreta quella di don Danilo, che in alcune altre zone della Romagna è stata già messa in pratica. «A Bertinoro – osserva il religioso – l’ex seminario è stato acquisito dall’Università di Bologna che ne ha fatto un importante centro per conferenze e convegni internazionali. Ebbene, qui da noi abbiamo la chiesa dei Servi che potrebbe rivestire lo stesso ruolo. Con l’aggiunta, magari, di una biblioteca». Progetto visionario? Proposta irrealizzabile? Sicuramente un’idea affascinante. In particolare quella legata alla chiesa del Suffragio. «Vi dico solo che quella struttura ha un’acustica incredibile – puntualizza don Danilo -, è molto ampia, almeno 200 posti a sedere, dispone di ben 100 opere d’arte ed è anche vicina al museo comunale. Insomma, attraverso una convenzione col Comune potrebbe essere utilizzate sia per officiare messe o celebrare matrimoni e battesimi, ma soprattutto come auditorium e perché no, come prolungamento del museo». Ma c’è anche la chiesa di San Nicolò, nei pressi della stazione ferroviaria che «nel periodo dell’emergenza freddo potrebbe diventare una dimora per senzatetto, ne potrebbe accogliere una ventina. Ad oggi, del resto, è già sede del Centro missionario per l’Africa, del Centro aiuto alla vita e del Campo lavoro missionario (a cui è stato dato il Sigismondo d’oro, ndr)».

I costi del Duomo

Insomma, l’economo della Diocesi preferisce giocare d’anticipo. Perché, da religioso che sa anche far di conto, comprende che «davanti ad una crisi di vocazione come quella in corso, dai circa 150 sacerdoti del 2010 oggi siamo ad appena 100», è bene prevenire, per non essere poi messi in condizione, dalle spese, «solo il Duomo ci costa 100 mila euro l’anno, di cui la metà per la custodia», e dalla necessità di dover far cassa, a dover alienare i “gioielli”. Conclude però don Danilo. «Nessuna necessità di dover vendere, c’è però l’obbligo morale di non sottoutilizzare strutture nate per la gente e che devono restare al servizio della collettività».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui