«Ho scelto di combattere una battaglia pur avendo scontato integralmente la pena, decidendo di non fare appello, per restituire dignità alla mia persona e distruggere l’infamia di una condanna per maltrattamenti». A parlare è Marco Bosco, avvocato 48enne del foro di Rimini, uscito dal carcere lo scorso 14 agosto dopo aver scontato tutti i 2 anni e 7 mesi per le violenze nei confronti dell’ex moglie. La sentenza, pronunciata nel luglio 2025 dalla giudice Adriana Cosenza, era arrivata dopo che l’uomo aveva già trascorso diverso tempo dietro le sbarre, mentre la pm Annadomenica Gallucci aveva chiesto per lui 5 anni e 6 mesi di reclusione. Bosco non ha mai presentato ricorso, «ma ora ho chiesto al procuratore generale della Corte d’Appello di presentare a mio nome una richiesta di revisione perché ritengo che nel processo siano state commesse gravi violazioni di legge - precisa -. Se verrà dichiarata ammissibile, porterà all’annullamento della condanna e alla cancellazione della sentenza. Un eventuale risarcimento per ingiusta detenzione sarà il passo successivo, ma non mi muovo per denaro».
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