Piscine condivise in spiaggia, alberghi da riqualificare, infrastrutture innovative e ampliamento del polo fieristico-congressuale. Sono queste alcune delle principali sfide che il turismo riminese e della riviera tutta si trova ad affrontare, tra vecchie idee e nuovi modi di intendere il terzo settore. Nella piovosa serata di mercoledì, presso il Circolo Ermeneutico, è andato in scena un acceso dibattito tra il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, il consulente alberghiero Mauro Santinato e il tour operator Giovannino Montanari.
Rimini, Il sindaco: «Sì alle piscine in spiaggia come risposta al turismo che cambia»
- 17 luglio 2026
L’intervento del sindaco
Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha aperto il dibattito rivendicando la resilienza di una città più volte data per “turisticamente morta” ma capace di rialzarsi grazie a scelte lungimiranti, su tutte l’investimento nel polo fieristico - congressuale e la strategia di destagionalizzazione. Quest’ultima, ha spiegato il primo cittadino, ha permesso di triplicare il numero di hotel aperti tutto l’anno, migliorando non solo il fatturato ma anche la qualità lavorativa per i dipendenti del settore. Sadegholvaad ha poi analizzato il cambiamento nelle abitudini dei turisti, osservando che la vacanza non è più esclusivamente “spiaggia-centrica”. «Il modello del “turismo esperienziale” va per la maggiore: dalla mobilità dolce verso l’entroterra ai servizi integrati, come le piscine negli hotel, una risposta necessaria alle variabili meteorologiche o alla presenza di mucillagini in mare» ha dichiarato il sindaco. Il primo cittadino ha anche aperto alla possibilità di realizzare piscine direttamente in spiaggia, magari condivise tra diversi bagnini, per venire incontro alle esigenze dei tanti che oggi non amano più passare tutta la giornata in spiaggia, come accadeva un tempo.
Sul fronte fieristico ha invece difeso la necessità di ampliare i padiglioni della Fiera, un asset vitale per trattenere eventi come Sigep ed Ecomondo: «Non possiamo permetterci di perdere il primato; dobbiamo blindare il nostro settore fieristico». Poi ha continuato, riferendosi al neonato comitato che si oppone all’ampliamento fieristico: «Comprendo le loro ragioni, ma dobbiamo andare avanti». Sadegholvaad ha poi rivelato: «Siamo stati a un passo dall’ospitare la Coppa Davis qua a Rimini, ma per alcune questioni legate alle strutture abbiamo dovuto rinunciare».
La lettura critica di Santinato
L’intervento più aspro è giunto dal consulente alberghiero Mauro Santinato (Teamwork). Secondo l’esperto, la città soffre di una mancata riqualificazione già dagli anni Novanta, con strutture troppo piccole e gestioni familiari incapaci di investire e innovare. «Abbiamo smesso di fare accoglienza quando i nostri ospiti erano più poveri di noi» ha affermato, sottolineando come oggi il valore immobiliare degli alberghi riminesi sia drasticamente inferiore rispetto a realtà concorrenti come Jesolo.
Santinato ha denunciato il fallimento del ricambio generazionale, evidenziando come i figli degli albergatori preferiscano spesso altre professioni. «Se ci fossero dei controlli qualitativi seri, chiuderebbe metà degli alberghi o verrebbe declassata», ha sentenziato. Per Santinato, il sistema riminese sta vivendo una fase di declino mascherata da un ottimismo di facciata e compensata dal lungimirante piano di destagionalizzazione: «Negli ultimi trent’anni siamo stati capaci di dire che le cose andavano bene, ma gli hotel chiudevano».
Santinato ha invocato il superamento del “provincialismo” e una rottura netta con le vecchie logiche di gestione, sostenendo che chi ha creato le difficoltà attuali non possa essere il soggetto deputato a risolverle. E non ha risparmiato attacchi verso l’attuale presidente riminese di Federalberghi, Patrizia Rinaldis, denunciando una visione strategica pressoché assente sul futuro del turismo in riviera.