Rimini. Il ricordo degli amici di Andrea Semprini: «Speriamo che tu stia surfando in Paradiso»

Non si danno pace i familiari di Andrea Semprini, e quanti hanno voluto bene al 48enne riminese precipitato in un canyon di Tenerife, durante un’escursione che gli è costata la vita. La vicenda ha scosso profondamente sia la comunità romagnola sia quella delle Canarie, dove l’uomo risiedeva da un decennio, maturando competenze nel turismo per poi imporsi come consulente immobiliare. Negli ultimi tempi si dedicava allo studio per divenire tecnico ambientale «con la motivazione - si legge nel suo profilo LinkedIn - di aggiungere il mio granello di sabbia a un mondo più sostenibile». Per realizzare questo sogno intendeva avvalersi delle sue ottime competenze digitali facendo leva sulle tre lingue che parlava in modo fluente: italiano, spagnolo e inglese. Sebbene sia avvenuta il 31 maggio scorso, della tragedia consumata nel Barranco Bujame de Teno, una gola naturale situata in un’area impervia dell’isola, si è diffusa notizia solo negli ultimi giorni.

Da quanto emerso finora, stava effettuando una discesa di canyoning (sport dove si percorre il torrente a piedi con l’ausilio di corde, senza gommone o canoa, ndr) insieme a un gruppo di tre amici finché all’improvviso, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo, precipitando all’interno di una profonda fossa davanti agli occhi dei compagni.

Il tempo dei ricordi

Ora al cordoglio generale si unisce anche Stefano Tonini, presidente de La società de Borg. «Quella di Andrea - premette - è una famiglia da sempre radicata nel borgo San Giuliano: la sua compianta mamma era un’apprezzata insegnante mentre il padre ha tra l’altro gestito un negozio di alimentari in via Bissolati all’angolo con il viale Tiberio. Figlio unico, timido anche se gioviale, durante l’adolescenza Andrea ha frequentato la parrocchia e intrapreso il percorso nello scoutismo, dove l’ho incontrato in veste di capo scout. Crescendo, ha poi cominciato a girare il mondo, compresa l’Australia, appassionandosi a vari sport, dal surf al climbing. Nell’ora più buia, tutto il Borgo esprime rammarico per la sua prematura scomparsa».

A tracciare un commosso ritratto del 48enne è il santarcangiolese Yuri Magalotti, suo amico dal 2007. «Ogni volta che parlavo con te - dice rivolgendosi all’amico in una riflessione scritta di suo pugno - avevo davanti una persona che ce l’aveva fatta davvero. Volevi vivere delle tue passioni e fare ciò che amavi in totale libertà, e ci eri riuscito. Ti eri trasferito alle Canarie, facevi il fotografo (ma dire così è riduttivo perché ti occupavi di tante cose). E scattare era diventata la tua grande passione vivendo tutte quelle avventure che ti rendevano davvero felice, come ti dicevo spesso non so quale esperienza ti mancava da fare ormai, penso le avessi ormai provate tutte. Ricorderò sempre le nostre avventure in negozio, le nostre gag dalle mille risate e soprattutto una persona davvero leale che non aveva bisogno di raccontare sciocchezze e che come me non sopportavi i ruffiani, anzi ti nauseavano proprio perché eri una persona vera e al giorno d’oggi sono sempre più rare. Spero che tu stia surfando sulle onde del paradiso, caro Andre. Il destino sa anche essere davvero crudele e ingiusto. Riposa in pace, Andrés Canarios».

Al momento non è stata ancora comunicata la data dei funerali ma da quanto filtrato in via ufficiosa, sarebbe al vaglio l’ipotesi di una cremazione in terra iberica seguita nel ritorno dell’urna cineraria nella terra natale.

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