Rimini. Il Parco del mare hotel degli sbandati: «Più qualità per fermare il degrado»

Li trovi ovunque. Sulle panchine del Parco del mare. Nelle aree verdi cittadine, dal Parco Cervi al Callas fino al Renzi. Nei sottopassi. Persino sotto il belvedere di piazzale Kennedy. Una coperta sdrucita o un cartone addosso per coprirsi dal freddo della notte e al mattino non li vedi già più.

Sono gli invisibili del nuovo millennio: poveri, molti sbandati, tanti balordi. Che, d’estate, scelgono Rimini come dimora. Non solo in zona sud: Miramare, Marebello, Rivazzurra, ma anche a Marina centro, il “salotto buono” della capitale italiana delle vacanze.

Il comitato

Commenta Alessandro Salomao, presidente del comitato turistico di Marina centro: «È così. Ma parliamo sicuramente di un problema socio-economico che riguarda tante città italiane. Con un aspetto, però, che ritengo debba essere evidenziato: il tipo di offerta turistica che a Rimini si è voluto sviluppare. E mi spiego. Perché a Riccione questa situazione non c’è? Eppure siamo ad appena 10 chilometri dal capoluogo. Semplice! Perché lì l’offerta turistica è diversa, si è puntato di più sulla qualità».

E quando Salomao parla di qualità, la considera a 360 gradi: alberghiera, ma anche commerciale e dell’intrattenimento.

Modello Riccione

Puntualizza l’imprenditore riminese: «A Riccione alberghi dismessi che creano degrado non ce ne sono. O comunque se ne contano sulle dita di una mano, non sono centinaia come qui da noi. Certo a Rimini gli hotel operativi d’estate sono almeno 800 contro i 200 della Perla verde. Ma quanti di questi dovrebbero essere messi fuori mercato? Un bel po’. E, invece, lavorano ugualmente, con prezzi bassissimi e con una clientela molto basso spendente». Che in molti casi sarebbe meglio perdere «anche perché è quella stessa clientela che spesso si rifornisce in quei mini market che vendono alcol a prezzi scontatissimi e che, in un certo modo, contribuiscono a “foraggiare” favorendo il “degrado turistico”».

Degrado chiama degrado. È quello che insegna la sociologia. Un esempio? I quartieri periferici e marginalizzati delle grandi città. Dove a tanti residenti per bene, seppur in difficoltà economiche, si sono aggiunti anche balordi e sbandati di ogni genere.

I prezzi vanno alzati

«È un po’ quello che vediamo a Rimini, anche in queste settimane – precisa il presidente del Comitato Marina centro -, con tanti sbandati che bivaccano sul lungomare e nei parchi. E rispetto ai quali Comune e forze dell’ordine più di tanto non possono fare. Mentre noi sì, noi classe imprenditoriale riminese potremmo intervenire. Come? Lavorando su un’offerta turistica diversa, migliore, più alta, di maggiore livello. E, probabilmente, di bivacchi ne vedremo molti meno».

E il settore dell’intrattenimento? Salomao, in questa analisi turistico-economica di Rimini, non risparmia nemmeno le discoteche. Con un esempio calzante. «Basti andare allo Space, farsi un giro all’esterno, per vedere il tipo di clientela e verificare la presenza o meno di sbandati. Perché dico questo? Perché allo Space l’ingresso costa parecchio ed è rapportato alla qualità dell’offerta che troverai all’interno. E che tiene lontani malintenzionati e balordi. Al contrario di quello che avviene altrove».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui