Nuovo “Romeo Neri” a rischio bocciatura. Il progetto “Ciuffarella”, quello del maxi-stadio incastonato in piazzale del Popolo, sembra non convincere il gruppo di lavoro incaricato dall’amministrazione comunale di valutare il piano di fattibilità tecnico-economica presentato lo scorso dicembre da “Aurora immobiliare”, la società dell’imprenditore romano.
Rimini, Il nuovo stadio Neri rischia di saltare. I forti dubbi dell’assessore Lari
- 09 maggio 2026
Le indiscrezioni
Solo indiscrezioni naturalmente. Che, però, sono iniziate a circolare, ieri, a Palazzo Garampi, all’indomani della riunione della commissione consiliare dedicata alla programmazione dell’edilizia sportiva. Incontro, svoltosi mercoledì, durante il quale lo stesso assessore allo Sport, Michele Lari, avrebbe informato i consiglieri presenti che, a breve, questione di pochi giorni, sarà reso noto il giudizio dei tecnici comunali. Con allegata relazione tecnica, ma soprattutto economica. Perché, sempre secondo fonti ben informate, sarebbe proprio l’aspetto finanziario a destare dubbi. Gli stessi dubbi che emersero all’interno dell’amministrazione comunale al momento del deposito dell’elaborato da parte dell’imprenditore romano. E che anche il consigliere d’opposizione, Loreno Marchei (Lega), evidenziò in un’interrogazione alla giunta: come si può portare avanti un progetto così costoso (40 milioni circa) e impattante per la città senza che ci sia la parte direttamente interessata che è il Rimini calcio? Chi sosterrà finanziariamente la costruzione e la conseguente gestione dell’impianto? Aveva chiesto l’esponente del Carroccio.
Dubbi e interrogativi, dunque, circolati già qualche mese fa sia negli ambienti di maggioranza che di minoranza, e che ieri sarebbero riemersi con più vigore. Come può stare in piedi, si sarebbe infatti domandato il gruppo dei tecnici comunali, un progetto così ambizioso, con costi che si aggirano intorno ai 40 milioni di euro, quando è venuto meno uno dei principali potenziali investitori, e cioè la “Responsible” della famiglia Di Salvo - Petracca?
Manca il Rimini calcio
Non va dimenticato che il Rimini calcio dell’allora presidentessa Di Salvo figurava, insieme ad “Aurora immobiliare” di Antonio Ciuffarella, nel Raggruppamento temporaneo d’imprese delegato a realizzare il nuovo impianto di piazzale del Popolo. È chiaro, quindi, che in mancanza di un sostituto solido verrebbe a mancare una componente fondamentale a sostegno della complessa architettura finanziaria ipotizzata e dell’intera operazione impiantistico-sportiva pianificata.
Dubbi sui progetti
Non solo dubbi finanziari, però. Perché, ci sarebbero anche alcuni aspetti tecnico-progettuali che non convincerebbero il gruppo degli esperti del Comune, come quelli sull’impatto relativo alla mobilità, sulla rete commerciale, e sull’intero quartiere. Insomma, pochi giorni ancora e i tifosi biancorossi sapranno, finalmente, chi avrà avuto la meglio tra piano A: stadio realizzato dal privato, che prevederebbe la realizzazione di un impianto stile inglese, di 12 mila posti coperti, innovativo (ma con uno sguardo rivolto al passato: la facciata del 1932 e i gradoni della tribuna centrale rimarrebbero intatti, seppur rigenerati), dotato di negozi, ristoranti, bar, di un museo del Rimini calcio e di uno store biancorosso, e perfino di servizi sanitari, come ambulatori medici, centri benessere e palestre-spa, oltre che di un parcheggio coperto; o piano B: la soluzione progettuale “pubblica”, annunciata in Consiglio comunale dal sindaco Sadegholvaad, di uno stadio con curve e tribune vicine al campo di gioco e privo di pista d’atletica. Sicuramente meno ambizioso, ma decisamente più economico.