Rimini, il colosso Berberè chiude in centro: «Pensavamo di crescere di più»

RIMINI. La pizzeria “Berberè”, catena di successo a Londra e nelle principali città italiane, fondata dai fratelli Salvatore e Matteo Aloe, saluta Rimini dopo soli tre anni di attività. Il locale aperto nel dicembre 2023 in via Tempio Malatestiano - dove un tempo sorgeva il ristorante Pic Nic, e dove nell’ordine si sono avvicendati la catena 100 Montaditos e l’Hamerica’s - abbassa definitivamente le saracinesche.

La sostenibilità

«La decisione nasce da una valutazione complessiva – spiega Salvatore Aloe -. Il ristorante non è riuscito a raggiungere in maniera sufficientemente stabile i livelli di fatturato e di sostenibilità economica necessari, seppure sia stato tra i migliori come indice di gradimento della clientela. Per come è organizzato il nostro modello abbiamo bisogno di flussi costanti tutta la settimana, sia a pranzo sia a cena, e a Rimini questo equilibrio non si è consolidato. Una base economica solida è fondamentale per non compromettere mai la qualità del prodotto, del servizio e soprattutto del lavoro delle persone».

Eppure le aspettative iniziali sulla città erano positive tra centro storico vivo, studenti e turismo. «Continuiamo a pensare che Rimini sia estremamente interessante. Sulla carta aveva e continua ad avere molte delle caratteristiche che cerchiamo, semplicemente la nostra pizzeria qui non ha funzionato quanto ci aspettavamo. Il nostro modello – ribadisce Aloe - è basato su scontrini medi accessibili: per essere sostenibile ha bisogno di certi volumi. Abbiamo avuto giornate e momenti di grandissima soddisfazione, ma non una continuità sufficiente nell’arco dell’intera settimana e dell’anno».

La competizione

Un’esperienza comunque importante: «Aprire un ristorante significa anche misurarsi con territori diversi e accettare che non tutte le scelte producano gli stessi risultati. Riconoscerlo con trasparenza e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni fa parte del fare impresa. A volte si pensa che un gruppo con più ristoranti abbia automaticamente costi inferiori. In realtà una struttura come la nostra ne sostiene tanti che non si vedono: formatori, qualità, manager, sicurezza alimentare e altro per garantire gli stessi standard».

Il luogo suggestivo

Si chiude col sorriso, però, l’avventura riminese: «L’ultimo sabato abbiamo servito 200 coperti: il miglior modo per salutare la città. Abbiamo potuto contare su una bellissima squadra: dipendenti che hanno lavorato con professionalità e dedizione. Molti di loro proseguiranno il rapporto nelle altre sedi del brand. È vero, ci aspettavamo maggior crescita così come accade negli altri Berberè. Allo stesso tempo però la qualità del servizio e del prodotto non è mai venuta meno, come la nostra voglia di creare uno spazio dove le persone potessero stare bene, in un luogo suggestivo che per noi rimane uno dei giardini più belli della città».

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