Rimini. Guerra tra vicine dopo il delitto Paganelli: Bartolucci alla sbarra, Bianchi parte civile

Si riaccendono i riflettori su uno dei capitoli più tesi e complessi legati al contesto vicinale di via del Ciclamino. Lunedì prenderà ufficialmente il via l’udienza predibattimentale dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Rimini che vede imputata Valeria Bartolucci. Dall’altra parte, nel ruolo di parte offesa costituitasi parte civile tramite il proprio legale, l’avvocato Nunzia Barzan, c’è Manuela Bianchi.

La vicenda giudiziaria affonda le radici in un clima di profonda ostilità, tensioni e accuse reciproche divampate dopo il tragico omicidio di Pierina Paganelli.

Le accuse

Secondo l’impostazione accusatoria, la Bartolucci avrebbe sottoposto la Bianchi a una condotta persecutoria e minacciosa continuata nel tempo. Nel corposo fascicolo depositato dalla difesa della parte civile emergono contestazioni pesanti: minacce di morte ritenute specifiche e reiterate, episodi di percosse aggravate (come l’aggressione fisica del 2 luglio 2024 documentata anche dalle telecamere televisive) e plurimi episodi di diffamazione aggravata, consumata attraverso scritte ingiuriose comparse nei luoghi condominiali e passaggi mediatici.

All’interno di questo scenario, l’avvocato Nunzia Barzan ha avanzato un’istanza urgente di accertamenti e provvedimenti patrimoniali sui beni immobili, veicoli e rapporti finanziari intestati a Valeria Bartolucci, ritenuti potenzialmente idonei a salvaguardare il futuro soddisfacimento del credito risarcitorio. La richiesta è stata tuttavia respinta dal pm, il quale ha motivato il diniego rilevando la mancanza di presupposti specifici relativi ad atti dispositivi anomali e ritenendo che l’ammontare di un risarcimento futuro, in rapporto alla consistenza dei fatti contestati, risulterebbe verosimilmente contenuto.

La difesa

Dal canto suo, la difesa di Valeria Bartolucci ha respinto gran parte delle accuse più gravi nel corso dell’interrogatorio. La stessa imputata ha ridimensionato la portata di alcune affermazioni rese nei verbali intercettati o durante gli interrogatori, adducendo come movente la profonda sofferenza e la tensione emotiva derivanti dallo stress mediatico e dalla scoperta della relazione extraconiugale tra il marito Louis Dassilva e Manuela Bianchi. La Bartolucci ha spiegato di aver vissuto la situazione come un tradimento profondo e una manipolazione, arrivando ad affermare di aver agito in momenti di forte collera e di non aver «mai fatto del male a nessuno».

Nonostante le divergenze e le versioni contrapposte messe agli atti, il procedimento è ormai giunto alla soglia del dibattimento, dove l’istruttoria e l’ascolto dei testimoni saranno chiamati a fare piena luce sulle responsabilità e sui confini di una vicenda che continua a tenere banco sulla scena giudiziaria e mediatica locale.

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