Rimini. Furti, atti vandalici e danni: fine estate amaro per i bagnini

Furti, effrazioni, qualche atto vandalico. «Azione di pochi delinquenti, probabilmente sempre gli stessi, visto che sono stati ripresi dalla telecamera di sicurezza di un collega», puntualizza Riccardo Ripa, titolare del bagno 109 e presidente provinciale Sib Confcommercio. Ladri che lo scorso settembre hanno infranto «quella tranquillità che, nel corso dell’estate, avevamo ritrovato tutti noi bagnini, grazie alla demolizione dell’ex colonia Enel e all’intervento di rigenerazione dell’area».

Balordi in azione

Scomparsi, dunque, balordi, senza dimora, «ma anche spacciatori di droga che, in quell’immobile abbandonato, avevano individuato il luogo più adatto dove ritrovarsi e vendere droga», a fine stagione i bagnini di Rivazzurra, «dallo stabilimento 108 al 120» hanno dovuto fare i conti con piccoli «ma ripetuti ammanchi di cassa». Denuncia Ripa: «Vi racconto quello che è successo a me intorno metà settembre. Ma che è poi quello che è accaduto anche ad altri colleghi dei bagni più a sud. Arrivo al mattino allo stabilimento – spiega - e noto la porta del bar adiacente la mia attività socchiusa con la serratura forzata. Avverto il titolare, che va alla cassa e la trova vuota: senza più un euro. Il fondo cassa, lasciato per il giorno dopo: poche centinaia di euro, era stato ripulito. Ma non è questo il punto – stigmatizza Ripa - perché sono i danni che questi balordi provocano a rendere l’azione ancora più insopportabile. Danni alle serrature, come appunto al bar del collega, ma anche a porte e finestre come, invece, hanno fatto in altre attività di spiaggia». Ma non finisce qui, perché questi ladri «che, ripeto, sono sempre gli stessi, lo testimoniano le immagini immortalate dalle telecamera di sicurezza di qualche stabilimento» arraffano tutto quello che c’è da portare via.

Assalto a docce e biliardini

«Proprio così – conferma il rappresentante dei balneari della Sib-Confcommercio -. Non contenti del malloppo che hanno prelevato dalla cassa del bar, infatti, si sono diretti alle mie docce, dove hanno forzato le gettoniere e portato via il contenuto. E poi ai biliardini: anche in quel caso hanno forzato le gettoniere e portato via gli spicci. Ripeto qualche centinaio di euro in tutto, ma sono i danni che causano la cosa più grave». Gli stessi danni che hanno subìto altri stabilimenti vicini al 109: «Diciamo che in quei giorni di settembre non se n’è salvato uno». Nessuno però ha denunciato alle forze dell’ordine queste azioni criminali: «È inutile: per poche centinaia di euro, nessuno denuncia – osserva Ripa -: lo facevamo in passato. Ma abbiamo visto che non serviva perché i furti non sono mai cessati».

Non solo furti, però. Perché Ripa, proprio in questi giorni, ha registrato il danneggiamento delle reti di protezione che lui e altri bagnini hanno posizionato a chiusura dell’attività.

Gli altri problemi

«Ripeto – chiosa il sindacalista dei balneari -, grazie alla demolizione dell’ex colonia tanto degrado è sparito. E anche i turisti ce lo hanno testimoniato. Però non sono spariti i trans che, la sera, vengono a prostituirsi qui in zona. E che, impossibilitati a portare i propri clienti tra le cabine e i bagni, ci hanno distrutto le reti che chiudono ermeticamente gli stabilimenti. Ricavando, così, dei buchi attraverso i quali passare per poi andare ad appartarsi indisturbati».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui