Ha ritrovato un volume con il timbro della Libreria riminese in un resort abbandonato su un’isola dell’arcipelago di Komodo, in Indonesia, dopodiché si è messa alla ricerca della figlia di chi aveva scritto la dedica, una compianta biologa marina. La missione dall’apparenza impossibile è stata coronata dal lieto fine e a breve il libro, lasciato in dono dall’altra parte del mondo, tornerà a casa in Romagna, per l’esattezza a Cesenatico. Una storia che ha dell’incredibile quella vissuta di recente da Stefania Domeniconi, 48enne docente delle scuole superiori di Rimini, alle battute finali di una vacanza di tre settimane che l’ha vista volare assieme al marito e alle due figlie in Malesia, Indonesia e Bali per poi esplorare le sperdute isole di Komodo, che ospitano il famoso e omonimo drago. Proprio Angel Island a largo di Labuan Bajo, l’ultima perla del paradiso terrestre incastonata nell’azzurro, è la cornice di questa vicenda, e il luogo di appena 15 ettari dove si è diretta la famigliola riminese, a mezz’ora di barca dall’hotel dove risiedeva. Caso ha voluto che, dopo una giornata di tintarella e svago, colorata dalla presenza dei delfini, il gruppetto si sia imbattuto in una struttura ricettiva dismessa notando divanetti accatastati e scaffalature colme di libri al centro della sala relax, tetto di paglia e aperture da ogni lato. Attratta dai volumi, come ogni insegnante che si rispetti, Stefania si è avvicinata per dare un’occhiata a testi scoloriti dal sole e rovinati dalla salsedine. «Uno dei libri, dal titolo “I superflui” scritto da un autore di Bertinoro, Dante Arfelli, - racconta - mi si è quasi incollato alle dita. Era l’unico scritto in italiano ma a colpirmi, dopo qualche istante, è stato anche l’adesivo della Libreria riminese posto sul retro». Decide così di metterlo in valigia per portarlo a casa, a Rimini, dove in preda alla curiosità comincia a fare ricerche online per capire chi fosse la persona della dedica scritta a mano nella prima pagina (“7 ottobre 2011 Dopo una splendida vacanza, Carla Rita Ferrari. A ricordo di mio padre”). L’unica cosa certa era che quella donna avesse lasciato il libretto in regalo ai titolari del resort e ai loro futuri avventori. Qualche clic e molto entusiasmo dopo, ogni pezzo del puzzle torna al suo posto e dalle nebbie del tempo, articolo dopo articolo, link su link, riemerge la figura di alto profilo di Carla Rita Ferrari. La prima notizia che fa capolino è però contornata di tristezza perché Ferrari, nota biologa marina e già responsabile della Struttura oceanografica Daphne, trasferita poi in Arpa Emilia-Romagna, è scomparsa all’età di 66 anni, nell’agosto del 2025, dopo una lunga malattia. Stefania tuttavia non si dà per vinta e riesce a individuare il profilo Facebook di Sara, la figlia di Carla con tanto di colpo al cuore: tra le prime foto che visiona nella galleria virtuale le salta infatti agli occhi quella che ritrae la scienziata con alcuni amici sull’isolotto appena lasciato dalla 48enne. Un segno del destino che le infonde un altro pizzico di coraggio. Così, dopo un fitto scambio di messaggi, arriva la svolta. Ora le due donne si incontreranno a stretto giro per la riconsegna di un libro che ha percorso una distanza maggiore del giro del mondo, macinando quasi 50mila chilometri. Un finale che suona come l’estremo omaggio a una grande studiosa che, assieme al marito Attilio, ha condiviso una vita di studi sul mare Adriatico. «È stata una coincidenza incredibile, quasi assurda - tira le fila l’insegnante - ritrovare un libro che proviene da Rimini in un posto sperduto dall’altra parte del globo. Una storia da fare venire la pelle d’oca! I viaggi hanno davvero un potere straordinario: per Sara questo è un dono immenso e insperato. Nella stessa data della dedica, ma diversi anni dopo, sono tra l’altro venuti al mondo i suoi due gemelli». Solo un’altra coincidenza? Chissà.
Rimini. Da un’isola dell’Indonesia a Rimini: il libro trovato a Komodo torna a casa
- 11 agosto 2026