Rimini, crescono i pensionati in provincia: “Uno su tre sotto i mille euro lordi”

«Il numero di pensionati nella provincia registra la crescita più elevata tra le province regionali nel periodo 2020-2024: più 5,4%)». E ancora: «La quota di beneficiari con reddito pensionistico sotto i 1.000 euro lordi mensili è più alta che altrove: il 28,7% dei pensionati riminesi rientra in questa fascia a fronte del 19,8% della regione». Si osserva quindi «una maggiore incidenza delle pensioni assistenziali, segnale della presenza di redditi da lavoro più deboli e di forme contrattuali non stabili, che non permettono una pensione previdenziale». Lo sostiene la Cgil in merito all’Osservatorio Spi Emilia-Romagna “Il sistema pensionistico e le sue determinanti” a cura di Ires. Numeri che, secondo il sindacato, «riflettono una realtà in cui la fragilità reddituale è collegata a percorsi lavorativi caratterizzati da stagionalità, precarietà e lavoro autonomo a basso reddito. L’Osservatorio evidenzia ancora una volta come il differenziale retributivo di genere, diffuso in tutti i settori, si rifletta anche sui trattamenti pensionistici che risultano mediamente più bassi del 30% per le donne».

Le ricadute

C’è stato anche «un aumento delle pensioni di vecchiaia e una diminuzione delle pensioni anticipate: questo quadro ha ricadute anche sul territorio riminese, dove la composizione delle pensioni riflette la struttura settoriale locale: turismo, servizi, lavoro stagionale». Sul tema della precarietà dilagante e delle sue conseguenze, Francesca Lilla Parco Segretaria generale Cgil Rimini sostiene che «vanno rafforzate ad ogni livello le tutele per chi ha carriere frammentate e stagionali (si veda il caso dell’assenza di una specifica indennità di disoccupazione stagionale per la filiera del turismo), per aumentare redditi da lavoro e pensionistici».

Interventi mirati

Secondo Roberto Battaglia, Segretario generale Spi Cgil Rimini, «è necessario garantire misure di contrasto alla povertà pensionistica, con interventi mirati per chi percepisce pensioni sotto soglie minime, serve intervenire sul fronte della rivalutazione delle pensioni per recuperare potere d’acquisto, in particolare per le fasce più basse, anche attraverso la restituzione delle tasse pagate in più (Fiscal drag). Su questi temi il Governo è sordo alle richieste del sindacato e mancano misure realmente incisive. Vanno poi potenziati servizi territoriali per la non autosufficienza, tenendo conto dell’aumento del numero delle persone anziane over 65 che vivono sole, che nel solo capoluogo sono – in questa fascia di età – ben 11.240, di cui 7.737 donne». Di fronte a questo scenario assumono, concludono dalla Cgil, «ancora maggior valore le due proposte di Legge di iniziativa popolare su appalti e sanità: la prima per garantire condizioni migliori di lavoro e la seconda per sostenere politiche sociali e sanitarie universali e pubbliche. CGIL e SPI Rimini organizzeranno nei prossimi mesi iniziative di informazione e tavoli per la raccolta firme in tutta la provincia per sostenere le due proposte di Legge».

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