«In attesa del bando tipo che, ci dicono, dovrebbe uscire la prossima settimana, come amministrazione comunale stiamo, da tempo, lavorando alla predisposizione delle evidenze pubbliche. Per arrivare alla pubblicazione tra settembre e ottobre di quest’anno».
Rimini. Concessioni: «I primi 27 bandi la prossima settimana»
- 13 maggio 2026
Bandi in arrivo
Valentina Ridolfi, assessora all’Urbanistica con delega al Demanio, in collegamento video con esperti del settore economico-gestionale delle concessioni demaniali, fa il punto sulle gare per l’affidamento delle spiagge riminesi. Evidenziando criticità («ci preoccupa la gestione del periodo di transizione del servizio di spiaggia nel caso in cui il concessionario entrante non corrisponda a quello uscente»), e ribadendo tutti quegli aspetti normativi, introdotti col Piano dell’arenile e non più modificabili, «come l’obbligo della rimozione e demolizione dei manufatti di spiaggia, salvo quelli presenti su aree private o di recente ristrutturazione». Tradotto: saranno messe a bando le spiagge “nude”, libere cioè da ogni genere di costruzione, dalle cabine ai chioschi, fino ai ristobar, come previsto dall’articolo 49 del Codice della navigazione.
Intanto, come precisato dalla stessa assessora, le 27 concessioni che insistono a Rimini nord e una a Rimini sud, su terreni demaniali antistanti stabilimenti balneari realizzati su aree private, «saranno messe a bando a brevissimo, nei prossimi giorni: parliamo comunque di pochi ombrelloni». Il grosso, invece, dovrà aspettare la fine dell’estate. «Proprio così – conferma Ridolfi –, tutte le altre concessioni balneari andranno a gara tra settembre e ottobre».
Gli indennizzi
Inevitabile non affrontare il tema indennizzi ai bagnini uscenti «In questo ambito – puntualizza l’assessora – esistono precise disposizioni della Commissione europea e uno specifico pronunciamento del Consiglio di Stato della scorsa estate che dicono che non è possibile riconoscere un indennizzo al concessionario uscente, a meno che non sia riconosciuto dall’entrante nell’ambito di una normale trattativa tra privati. Ad esempio, un imprenditore che volesse mantenere alcuni beni amovibili del vecchio gestore li valuta e poi li acquisisce attraverso il riconoscimento di un certo indennizzo. Per il resto non è possibile alcun indennizzo».
I tempi di gestione
Infine, la durata delle gestioni che in base alla legge Fitto prevede un periodo che va da 5 fino a 20 anni. «Parametreremo la durata della concessione in proporzione all’investimento che sarà rappresentato nel piano economico finanziario. Nei primi bandi (quelli relativi alle 27 concessioni, ndr) la durata sarà intorno ai 5 anni, per tutti gli altri andremo a verificare gli investimenti rappresentati nel Piano economico finanziario, e stabiliremo la durata della concessione fino ad un massimo di 20 anni».