Rimini. Aggressioni feroci, bottigliate e minacce: la notte di violenza finisce in tribunale

È entrato nella fase processuale il procedimento sulla notte di violenza del 20 marzo scorso, quando una serie di aggressioni aveva fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine e portato all’arresto di tre giovani tra i 23 e 26 anni, accusati a vario titolo di lesioni personali aggravate, rissa, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Per due degli imputati è arrivata l’ammissione al rito abbreviato: la discussione è stata rinviata a novembre, quando davanti al giudice saranno esaminate le contestazioni della Procura.

I fatti

Al centro del procedimento ci sono diverse aggressioni avvenute in rapida successione, con vittime colpite con pugni, calci e, in alcuni casi, con una bottiglia.

La prima contestazione riguarda quanto avvenuto in via delle Mimose. Secondo la ricostruzione, uno degli imputati si sarebbe avvicinato a una persona insultandola e iniziando poi a colpirla al volto e al corpo, fino ad afferrarla per la gola. Durante la colluttazione sarebbe stata utilizzata anche una bottiglia, con un colpo al volto che avrebbe fatto cadere la vittima a terra. Le lesioni sono state indicate in un trauma cranico con ferita lacero-contusa, guaribile in quindici giorni.

Un secondo episodio è contestato in via del Gelsomino, dove una persona sarebbe stata aggredita con calci e pugni al volto e al corpo e poi colpita con una bottiglia. Il referto parla di ferite al viso e alle mani e di un trauma craniofacciale, con una prognosi di quattro giorni.

Più pesanti, secondo l’imputazione, le conseguenze dell’aggressione ai danni di un’altra vittima, colpita con pugni, calci e testate e sottoposta anche a un tentativo di strangolamento. Le lesioni comprendono una frattura nasale, una frattura del processo pterigoideo destro e una contusione con ematoma nella regione orbitaria destra, giudicate guaribili in trenta giorni.

La tentata fuga

La serata si è conclusa con l’intervento delle forze dell’ordine. Secondo l’accusa, durante il tentativo di fermare i giovani sarebbero stati sferrati calci e pugni contro gli operatori, con resistenza e tentativi di fuga. Uno degli imputati avrebbe inoltre minacciato gli agenti durante l’accompagnamento verso le auto di servizio: «Se non mi lasciate libero vi ammazzo tutti». A uno degli operatori è stata contestata una contusione alla gamba sinistra, giudicata guaribile in quattro giorni.

Si attende ora la prossima fase del procedimento.

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