Rimini. Accusato di abusi sulla moglie e di sequestro di persona, ma i testimoni smentiscono la donna: assolto 51enne

È stato assolto “perché il fatto non sussiste” il 51enne riminese accusato di violenza sessuale, maltrattamenti, sequestro di persona e violenza privata nei confronti della moglie convivente. Così ha deciso ieri il collegio penale dopo che, per l'uomo, difeso dagli avvocati Giovanna Ollà e Silvia Andruccioli del Foro di Rimini, il pm ne aveva chiesto l’assoluzione, poiché tutti i testimoni, sia dell'accusa sia della difesa, nel corso del processo hanno smentito le dichiarazioni rese dalla persona offesa.

Nel procedimento, infatti, è emerso un contesto familiare nel quale, secondo i testimoni, tra cui i figli maggiorenni della coppia, era la donna ad avere sistematicamente comportamenti aggressivi, anche fisici, nei confronti del marito, mentre quest'ultimo li subiva passivamente senza mai accennare a una reazione. Inoltre, mentre la persona offesa ha denunciato di essere stata rinchiusa in casa e segregata, la stessa nel 2024 (la sentenza è passata in giudicato) era stata condannata a un anno di reclusione per il reato di violazione di domicilio, dopo essersi introdotta nell'abitazione del marito, a lui assegnata in sede di separazione dei coniugi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate dopo la denuncia della donna, le condotte dell’uomo sarebbero andate avanti dal 2008. Il marito l’avrebbe denigrata con frasi del tipo: “Non vali niente, fai schifo”, anche parlando con i clienti delle sue aziende. Tre anni fa l’avrebbe poi costretta a subire atti sessuali contro la sua volontà, consapevole che la donna era già stata vittima di violenza quando aveva 14 anni. In particolare, l'avrebbe afferrata per i capelli, sbattendola con forza contro il letto e, dopo averla legata, avrebbe abusato di lei. Il tutto dopo aver chiuso tutte le porte di casa, nonché il cancello automatico, impedendole così di uscire. Lo stesso l'avrebbe poi convinta che nessuno avrebbe creduto alle sue parole, in quanto era un'alcolizzata e una drogata, oltre a millantare conoscenze presso le istituzioni, compresa la magistratura, grazie alle quali le sue dichiarazioni non sarebbero state prese in considerazione. L'avrebbe poi chiamata di continuo, successivamente all'allontanamento della donna dalla casa familiare, recandosi anche sotto l'abitazione dove si era momentaneamente trasferita, fino a metterle contro i figli e a masturbarsi tutte le volte che la moglie gli parlava.

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