Riccione può inseguire il lusso, ma senza perdere se stessa. È la linea tracciata da Claudio Montanari, presidente di Federalberghi, davanti alla stagione di investimenti che sta cambiando il volto dell’ospitalità cittadina. Condhotel, suite, spa, appartamenti di pregio e servizi di fascia alta entrano nei progetti già avviati o autorizzati: dal Manhattan-Erika tra viale Martinelli e viale Gramsci a Cà Mare nell’area dell’ex Excelsior in viale D’Annunzio, fino a R-Tower in viale Carducci e al nuovo Vienna, sul quale resta pendente l’appello al Consiglio di Stato. Interventi che puntano ad alzare l’offerta, ma aprono anche il tema dell’equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio.
Riccione. Turismo di alta gamma in città: «Lusso sì ma senza snaturarsi»
- 21 agosto 2026
La sfida dell’alta gamma
«Ogni destinazione ha i clienti che si merita», dice Montanari. Non una provocazione, ma il punto di partenza per leggere il cambiamento. «Se vogliamo avere clienti diversi da quelli che abbiamo oggi, dobbiamo essere in grado di proporre delle alternative». Riccione ha già un’offerta ampia, ma per intercettare «clienti più sofisticati, più esigenti, più facoltosi» deve continuare a far crescere la qualità di alberghi, appartamenti, campeggi e servizi.
Una crescita che non coincide automaticamente con il luxury. «La qualità media è destinata a crescere perché crescono le aspettative dei clienti». Il lusso, invece, «è un vero e proprio segmento di mercato che oggi Riccione deve cercare di intercettare» e che, aggiunge, «non ha ancora intercettato pienamente».
Il salto di fascia, però, non può fermarsi dentro le strutture: «La qualità urbana, il verde, gli arredi, la densità abitativa e urbanistica sono elementi che partecipano a determinare il concetto stesso di luxury». Per questo, di fronte al rischio che riqualificazione e capitali privati finiscano per comprimere il territorio, Montanari mette un limite: «La mano non si può forzare».
Federalberghi non chiede nuovi divieti, ma «un sistema di regole certe» che consenta di investire senza superare i punti di equilibrio. Sul Pug l’associazione ha presentato osservazioni in questa direzione: maggiore flessibilità per favorire gli investimenti, ma tutela della funzione ricettiva. «Va premiato chi continua a investire e chi mantiene la destinazione d’uso albergo». E Montanari parla di «soglie di non ritorno» da definire insieme alla politica.
«Cittadini temporanei»
La conclusione allarga lo sguardo oltre gli hotel: «Io non parlo di turisti: per me sono cittadini temporanei. Una città turistica funziona davvero se è pensata prima di tutto per le persone che la vivono. I riccionesi per primi devono godere dei benefici di un miglioramento dei luoghi». Il vero salto di qualità, insomma, non si misura soltanto in stelle, suite e piscine, ma nella qualità complessiva della città.