Riccione. Sottopasso, la proposta dei negozianti: «Più aperto verso viale Ceccarini»

«Il sottopasso deve unire viale Ceccarini, non continuare a dividerlo». Fausto Fontemaggi, storico commerciante riccionese e titolare di New Order, torna sul futuro del tratto davanti alla ferrovia e chiede una soluzione più aperta, capace di accompagnare i flussi pedonali anche oltre quello che considera ancora oggi un punto di cesura del viale.

Fontemaggi segue la questione da oltre due anni. Con il proprio tecnico ha elaborato una proposta alternativa, poi sottoscritta da commercianti e proprietari e protocollata in Comune il 9 luglio.

L’idea è sostituire i parapetti pieni previsti ai lati della rampa con gradonate aperte e dotate di corrimano, alleggerendo l’ingresso al sottopasso e creando anche uno spazio di sosta.

Il nodo del progetto

«Quando presentammo il disegno ci dissero che era bello, arioso, spazioso e che si poteva fare – racconta –. Poi sono emersi uno dopo l’altro i problemi: la corsia per i mezzi di emergenza, gli alberi e la sicurezza delle scale». Obiezioni che Fontemaggi contesta, chiedendo però che siano i tecnici a verificarle. Sul passaggio dei mezzi di soccorso sostiene che il problema non riguarderebbe solo la larghezza disponibile, ma anche il raggio necessario per affrontare la curva. Sulle gradonate cita invece soluzioni già presenti in città, dal Palazzo dei Congressi al porto: «Non chiedo di ignorare le norme, ma di capire se questi vincoli siano davvero insuperabili».

La proposta prevede anche la ricollocazione di due pini e lo spostamento della statua di Maria Ceccarini. Per Fontemaggi il nodo è soprattutto quello delle visuali e dei percorsi.Di fatto viale Ceccarini rimane affollato prima del sottopasso e molto meno frequentato subito dopo. «La gente arriva qui e tende a tornare indietro. Tra strutture, statua, aiuole e sottopasso si crea una barriera».

La questione dei costi

Nei confronti avuti con l’architetto Francesco Ceccarelli, de Laprimastanza che cura il progetto, sarebbe stata ipotizzata una soluzione più leggera, con il vetro al posto delle strutture laterali e lo spostamento della statua. «Ma se al posto della ringhiera mi ritrovo un vetro, il problema cambia poco. Questo punto deve diventare più permeabile». C’è poi la questione economica. Il Comune ha proposto al condominio “Gazzella” l’accollo delle spese per la riqualificazione di 168,56 metri quadrati di area privata: 48.250 euro complessivi. L’assemblea, spiega Fontemaggi, non ha dato il via libera. «Non sono bruscolini. Prima vogliamo sapere con precisione quale sarà la sistemazione definitiva davanti alle nostre attività». Dietro la proposta resta una preoccupazione più ampia sul futuro commerciale del salotto cittadino. «Viale Ceccarini deve restare anche un viale dello shopping. Non basta rifarlo bello: bisogna progettare i percorsi perché le persone continuino a passeggiare, fermarsi ed entrare nei negozi».

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