Riccione, Serre da demolire: al Tar il proprietario batte il Comune

Prima l’ordine di demolizione di due serre agricole, poi la sanatoria sismica rilasciata dallo stesso Comune di Riccione e, infine, un nuovo diniego. Il Tar dell’Emilia-Romagna, sezione seconda, ha annullato entrambi i provvedimenti, dando ragione al proprietario.

L’accaduto

La vicenda riguarda due serre realizzate a Riccione da un imprenditore agricolo, che nel 2008 aveva ottenuto il permesso di costruire e depositato la relativa pratica sismica. Nel 2017 aveva presentato una Scia per il completamento delle opere.

Durante i controlli, il Comune aveva rilevato alcune difformità rispetto al progetto strutturale: pilastri in metallo anziché in cemento armato, travi principali della copertura in metallo anziché in legno e modifiche alla quota e alla forma delle fondazioni. Per l’Amministrazione si trattava di una variazione essenziale per violazione delle norme antisismiche. Nel novembre 2019 era quindi arrivata l’ordinanza di demolizione. Il proprietario, assistito dall’avvocato Alberto Della Fontana, aveva impugnato il provvedimento, sostenendo che si trattasse di una semplice irregolarità procedurale e non di un abuso sostanziale. Nel giugno 2020, però, lo stesso Comune aveva rilasciato l’autorizzazione sismica in sanatoria per la diversa tipologia costruttiva realizzata. Nonostante ciò, nel maggio 2021 l’Amministrazione aveva respinto la Scia in sanatoria, ritenendo necessario un permesso di costruire. Anche questo provvedimento era stato impugnato.

Il Tar ha riunito i due ricorsi e ha annullato sia l’ordinanza di demolizione sia il diniego della sanatoria. Per i giudici, la diversa tipologia strutturale costituiva, nel caso concreto, una “mera irregolarità procedimentale”, anche alla luce del successivo titolo di conformità sismica rilasciato dallo stesso Comune. Il Tribunale ha inoltre ritenuto che fosse sufficiente una Scia ordinaria e che questa si fosse ormai consolidata quando l’Amministrazione aveva adottato il diniego. Se il Comune avesse ritenuto necessario intervenire, avrebbe dovuto farlo attraverso l’autotutela amministrativa. D.B.

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