L’area dell’ex delfinario smuove il dibattito sul nuovo Pug, tra ipotesi di rigenerazione urbana e timori per una possibile trasformazione residenziale della prima linea mare. A sollevare il caso è il capogruppo della civica di centrodestra Prima, Fabrizio Pullè, che parla di «un rischio di trasformazione residenziale della prima linea mare». Nel mirino dell’opposizione ci sarebbe una proposta riconducibile all’imprenditore Tiziano Sgarbi, proprietario dell’area dell’ex delfinario. Secondo Pullè, tra i progetti di interesse legati al Piano urbanistico generale ci sarebbe la realizzazione di un edificio residenziale sull’area dell’ex attrazione e unitamente a quella di Villa Ernesta, con appartamenti e parcheggi interrati, tutto questo in cambio della riqualificazione dell’area ex Enel all’incrocio tra viale Diaz e viale XIX Ottobre, anch’essa di proprietà di Sgarbi con funzioni pubbliche legate alla mobilità lenta, parcheggi bici, uffici comunali e servizi.
Riccione, Residenziale all’ex Delfinario in cambio della ex sede Enel
- 12 maggio 2026
Il nodo residenziale
«Se venisse confermata un’operazione di questo tipo - sostiene Pullè - si aprirebbe un precedente importante sulla destinazione delle aree turistiche della città».
L’area dell’ex delfinario era già stata interessata nel 2019 dal progetto firmato da Stefano Boeri, presentato durante l’amministrazione Tosi, che prevedeva un intervento in formula condhotel con quota ricettiva prevalente e una parte residenziale. Ed è proprio quel precedente che oggi viene richiamato dall’opposizione. Un’ipotesi che allora aveva acceso un forte confronto politico sul tema della trasformazione delle superfici alberghiere.«All’epoca - osserva Pullè - anche il 40% residenziale veniva considerato eccessivo. Oggi il timore è che si possa andare oltre».
Al momento non risultano atti approvati né progetti formalmente adottati dal consiglio comunale.
La replica
Immediato da Viale Vittorio Emanuele il chiarimento, con il quale viene confermata l’esistenza di una proposta presentata da un soggetto privato, precisando però che la pratica è ancora in fase istruttoria e al vaglio degli uffici tecnici. L’amministrazione ribadisce che la valutazione riguarderà sia gli aspetti tecnici sia «il reale interesse pubblico» dell’eventuale intervento. «Un’amministrazione seria lavora sui documenti, non sulle indiscrezioni»; la procedura si inserisce all’interno del percorso che permette a soggetti privati di presentare manifestazioni di interesse e accordi integrativi pubblico-privato finalizzati a recepire nel Pug «previsioni di assetto del territorio di rilevante interesse per la comunità locale»
Nella replica non manca anche una stoccata politica all’opposizione. L’amministrazione definisce infatti «singolare» ricevere lezioni sulla tutela della città «da chi ha gestito il territorio con logiche che i cittadini ricordano bene». Da qui il richiamo alla volontà di proseguire nel percorso del nuovo Pug «con trasparenza e con l’obiettivo di migliorare la città, senza svenderla a nessuno».