Riccione. Cade in bici e chiede 14mila euro di danni, ma era un “allenamento” e perde la causa

Una caduta in bicicletta, una strada dissestata e una richiesta di risarcimento da oltre 14mila euro. A complicare la vicenda, però, non è stata soltanto la dinamica dell’incidente, avvenuto a Coriano, ma soprattutto la parola “allenamento”. È proprio sulla qualificazione dell’uscita in bici che si è giocata la causa davanti al Tribunale di Rimini che, con la sentenza firmata dalla giudice onoraria Maria Teresa Corbucci, ha respinto la richiesta del ciclista riminese infortunato e dato ragione alla sua compagnia assicurativa personale.

Il fatto risale al luglio 2020. Intorno alle 10.30, il ciclista, tesserato per una storica associazione sportiva riminese, percorreva in bici la Sp50, in direzione San Clemente-Riccione. La ruota anteriore sarebbe finita in una crepa del manto stradale, provocando la caduta. Sul posto intervenne la Polizia Locale e l’uomo venne trasportato all’ospedale Infermi di Rimini e successivamente al Bufalini di Cesena. Secondo la documentazione medico-legale, avrebbe riportato postumi permanenti quantificati nel 23%, oltre a 40 giorni di inabilità temporanea totale e altri 60 giorni di inabilità parziale. Da qui la richiesta di un indennizzo di oltre 14mila euro.

La compagnia aveva però negato la copertura, sostenendo che l’incidente fosse avvenuto durante un allenamento ciclistico su strada, attività esclusa dalle condizioni contrattuali. Il ciclista aveva invece sostenuto che si trattasse di un’uscita ludica e ricreativa, senza gare o finalità agonistiche.

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