Ravenna. Lupo e gatto selvatico all’Ortazzo. Ampliate le aree a tutela integrale

Un nucleo familiare di lupi ormai insediatosi stabilmente e il raro gatto selvatico che si aggira con passo felpato tra i ruderi frutto del tentativo di immobiliarizzazione degli anni ‘70: sono fra gli elementi principali che hanno portato ad estendere le tutele per Ortazzo e Ortazzino. In particolare, il Consiglio provinciale ha dato il via libera in questi giorni all’adozione di una variante al piano di stazione “Pineta di Classe e Salina di Cervia” con cui l’area a salvaguardia integrale viene più che raddoppiata, passando da 71 a 161 ettari.

Tane e rendez-vous

Il provvedimento agisce su tre aspetti della pianificazione del territorio. Il più significativo riguarda la porzione settentrionale dell’Ortazzo, dove 90 ettari dell’attuale sottozona B.ARB, sottoposta a salvaguardia generale, vengono riclassificati in zona A, quella a protezione integrale. Una zona, si legge nella sintesi allegata alla delibera, «caratterizzata dalla presenza di habitat arbustivi stabili (dune fossili con presenza di olivello spinoso, ginepro comune, fillirea, agazzino, cisto rosso, alloro, pino domestico, leccio), molto rari a livello nazionale, regionale e locale, che sono favoriti dall’assenza di ingerenze umane». Ma non solo: «Nel principale nucleo rimboschito è presente un sito di elevata importanza per la biologia del nucleo familiare di lupo europeo localizzato in questa stazione del parco». Un animale, prosegue la relazione, che «non era assolutamente presente al momento dell’estensione del Piano Territoriale e nemmeno se ne poteva lontanamente ipotizzare l’arrivo»: ma ormai il mammifero, complice probabilmente la parallela crescita del numero di daini nei paraggi, ha scelto l’intrico verde «per una parte fondamentale della propria biologia (tana, rendez-vous)». Ad esso si accompagna la presenza del gatto selvatico, specie considerata a rischio di estinzione, benché non nell’immediato. Tornando al lupo, in fase di consultazione preliminare delle proposte di variante, la Regione ha suggerito «approfondimenti in merito alle possibili conseguenze di una presenza stabile del lupo nella zona sull’ecosistema, sulle vicine attività agricole e sull’opinione pubblica. Si segnala la necessità che per gli eventuali impatti negativi, qualora non siano evitabili, siano proposte specifiche misure di mitigazione o compensazione».

L’estensione del livello massimo di tutela punta a ridurre le ingerenze antropiche sia per la flora che per la fauna: ad esempio si considerano «potenzialmente assai dannosi» anche gli interventi di «manutenzione ordinaria della viabilità carrabile e dei sentieri esistenti», per non parlare di ipotesi turistiche ed escursionistiche, che «possono avere un impatto troppo elevato sul sito, sia per la possibile introduzione involontaria di specie vegetali esotiche attraverso il trasporto di semi, sia per l’inevitabile disturbo nei confronti del lupo».

Le altre modifiche

Finalità di tutela comuni anche alle altre due variante adottate, seppure con livelli di salvaguardia inferiori: la seconda modifica riguarda le praterie naturali classificate come B.PRA. La variante esplicita il divieto di aratura, erpicatura, semina, trasemina, fertilizzazione e di altre operazioni agronomiche. L’unica attività ammessa sarà lo sfalcio annuale. L’obiettivo è conservare le caratteristiche dei prati naturali, evitando interventi che possano alterarne la composizione e compromettere gli habitat e le specie che li frequentano. Il terzo intervento interessa l’Ortazzino meridionale, dove un’area oggi classificata C.PRA viene ricondotta alla sottozona B.PRA, con un regime di tutela più rigoroso. Qui si trovano ancora i resti della vecchia lottizzazione degli anni Settanta, con strade asfaltate ormai inutilizzate e progressivamente riconquistate dalla vegetazione. La variante prevede la possibilità di rimuovere le asfaltature e ripristinare un soprassuolo prativo lasciato alla libera evoluzione, con il solo sfalcio annuale. Gli accessi saranno consentiti per le operazioni necessarie alla gestione dell’area.

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