RAVENNA - Sei anni di reclusione per il padre e 3 anni e 9 mesi per la matrigna: queste le richieste di condanna formulate ieri dal pubblico ministero Silvia Ziniti nei confronti di un 44enne e una 41enne, difesi dall’avvocata Lisa Venturi. I due, di origini indiane, sono accusati di maltrattamenti sulla figlia, oggi maggiorenne: secondo la ricostruzione della Procura, dal 2018 - quando la ragazza aveva appena 12 anni - avrebbero esercitato su di lei un controllo sempre più pressante, unito a violenze sia fisiche che verbali, con l’intento di allontanarla dalla frequentazione di connazionali. L’obiettivo, stando alle contestazioni accusatorie, sarebbe stato quello di spingere la figlia verso uno stile di vita occidentale, sposato dal padre e dalla compagna di lui in luogo delle tradizioni del Paese d’origine. Ma quel sistema di controllo fatto di impedimenti e coercizioni sarebbe stato applicato solo all’unica figlia femmina, non agli altri maschi della famiglia. La ragazza sarebbe quindi stata costretta a lasciare gli studi per iniziare a lavorare, e avrebbe anche ricevuto pressioni nel momento della scelta occupazionale. Un panorama nel quale rientrerebbero anche episodi di minacce e percosse, ad esempio quando padre e matrigna hanno scoperto che l’adolescente si sentiva con un coetaneo pakistano. La giovane sarebbe inoltre stata costretta a tornare in India dopo che, in un centro di formazione, aveva conosciuto un connazionale.
Una serie di angherie, secondo la Procura, che meritano una sentenza di condanna: il pronunciamento del collegio penale presieduto dal giudice Corrado Schiaretti è atteso per la prima metà di novembre.