Ravenna, addio a Matteo Fantuzzi, voce e coscienza civile della poesia italiana

Avrebbe compiuto 47 anni il prossimo 23 giugno, ma se ne è andato troppo presto, lottando contro un male che lo aveva colpito da tempo: il poeta Matteo Fantuzzi si è spento ieri mattina. Nato a Castel San Pietro Terme nel 1979, viveva a Lugo. Ma la sua attività letteraria lo ha portato ad attraversare l’Italia raccogliendo la stima e l’affetto di una comunità - quella della poesia - che ieri lo ha pianto nella costernazione di una perdita così prematura. Perché Fantuzzi ha saputo rappresentare al meglio una vocazione propria della tradizione in versi italiana, ma negli ultimi decenni apparsa affievolita: la tensione civile, l’impegno sociale. Una capacità di raccontare la Storia e le storie diventata paradigmatica nella sua raccolta più celebrata, “La stazione di Bologna”, pubblicata per Feltrinelli nel 2017. L’opera, dedicata alla strage del 2 agosto 1980, gli valse il premio Giacomo Matteotti. Con “Kobarid”, uscita nel 2008 per i tipi di Raffaeli, si era invece imposto sulla scena nazionale ottenendo il prestigioso Camaiore nella sezione riservata ai giovani. E poi le collaborazioni con riviste, festival, iniziative di ampio respiro e altre più intime e raccolte.

Ma i premi interessavano a Fantuzzi molto meno dei rapporti umani, quelli salvati nei suoi versi come argine da contrapporre alla deriva del consumismo e dell’alienazione contemporanei. E quelli praticati nella vita: l’Italia della poesia non ricorderà solo le opere pubblicate da Fantuzzi, o la sua attività incessante di critica - sempre attenta ai risvolti meno banali, alla complessità - ma anche quella di promozione, il dialogo, molte volte a favore di autori più giovani, che venivano accompagnati per mano in un mondo in cui non è facile distinguere tra chi è lupo e chi è altruista. Di certo Fantuzzi apparteneva alla seconda categoria e a testimoniarlo c’è anche l’ondata di cordoglio che ieri ha unito in tanti, da tutta la Penisola, nel suo cordoglio. Centinaia i messaggi lasciati in sua memoria, come quelli di Christian Raimo («Mancherà e comincerà a mancare anche a chi non l’ha conosciuto in vita»), Elisa Donzelli, Andrea Cati, Francesco Ottonello, Giancarlo Sissa, Monica Guerra. E poi l’amico di sempre, il fotografo Daniele Ferroni. Tutti sgomenti.

I funerali si terranno sabato mattina nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Castel San Pietro Terme, con partenza dalla camera mortuaria alle 10.30.

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