Porto Corsini, quanto pesa su tempi e costi la chiusura della Baiona

RAVENNA - Via delle Valli: è questa la strada che, da fine ottobre in poi, i cittadini di Porto Corsini saranno costretti a percorrere per quattro mesi, vista la chiusura dei ponti su via Baiona e via Canale Magni. L’alternativa è una parola che in tanti, in paese, faticano anche solo a sentire pronunciare: «Traghetto». Il Comune lo potenzierà e lo renderà gratuito per i residenti, ma da anni il servizio è un terno al lotto. Se il mezzo, quando si arriva all’imbarco, si trova sul proprio lato, ce la si può cavare in una decina di minuti. Tempi che raddoppiano se si ha la sfortuna di trovare il traghetto sulla sponda di Marina di Ravenna. Ultima incognita: il passaggio delle navi, che può fare lievitare fino a mezz’ora il tempo necessario per attraversare il canale. Senza contare che da anni i traghetti di Start viaggiano a capienza ridotta.

Il problema principale riguarda le persone che lavorano a Ravenna o nella stessa zona industriale del paese, costrette alle levatacce se scelgono di utilizzare il traghetto e quindi di attraversare Marina di Ravenna e percorrere via Trieste per arrivare in città. L’alternativa è risalire lungo Marina Romea fino a via delle Valli, la strada che collega i lidi nord alla Romea. Google Maps alla mano, sono una decina di chilometri di percorso in più, se si considera come destinazione il centro di Ravenna. Venti, se sul contachilometri mettiamo anche il ritorno. Il tutto in un momento in cui la benzina è alle stelle: 2,1 euro al litro al momento, con prospettive al rialzo. Ipotizziamo allora un residente di Porto Corsini alla guida di un’utilitaria che consuma 6 litri ogni 100 chilometri e rapportiamo il consumo al nostro percorso: fanno 2,5 euro al giorno in più. Considerando 22 giorni lavorativi, significa un aggravio di una sessantina di euro sul bilancio familiare.

A Porto Corsini serpeggia anche la preoccupazione per il precedente: il ponte era già stato chiuso tra il 2021 e il 2022, con lavori che si erano prolungati oltre misura, arrivando a sei mesi. Ora la speranza è che i quattro mesi indicati dal Comune per costruire le passerelle ciclopedonali necessarie alla Ciclovia Adriatica siano davvero sufficienti a chiudere la questione.

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