Rimini. Passò il coltello a un complice per l’agguato: chiesta una condanna a 7 anni e sei mesi

Sette anni e sei mesi di reclusione. È quanto chiesto ieri dal pm, al termine della requisitoria, nei confronti del 40enne senegalese a giudizio davanti al collegio penale per l’accoltellamento di un 27enne suo connazionale avvenuto la notte del 19 settembre 2023 in viale Regina Margherita, a Bellariva. L’uomo, difeso dall’avvocato Ninfa Renzini, è accusato di tentato omicidio in concorso e porto abusivo di armi improprie e di oggetti atti ad offendere per aver passato il coltello al complice, un 24enne afghano, il quale aveva poi infierito con una ventina di fendenti sulla vittima. Il processo è stato rinviato a metà dicembre per repliche e sentenza. L’esecutore materiale, accusato anche di lesioni aggravate, è già stato condannato a quattro anni di carcere.

L’aggressione

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, l’aggressione era avvenuta nel piazzale tra la chiesa e l’ufficio postale della zona, al termine di un diverbio tra il senegalese e il giovane di origini afghane, con quest’ultimo che lo aveva accusato di avergli sottratto lo smartphone. La vittima avrebbe però negato ogni responsabilità, ma non sarebbe stato creduto dal 24enne che, procurandosi un coltello dal complice, colpì ripetutamente la vittima con numerosi fendenti, per fortuna senza ledere parti vitali, prima di darsi alla fuga e far perdere le proprie tracce. Soccorso dai sanitari del 118, il senegalese era stato subito trasportato al pronto soccorso di Rimini e poi al Bufalini di Cesena, dove venne dimesso con una prognosi di 45 giorni. La vittima, appena ripresosi, era stata poi ascoltata dai militari che, grazie al suo racconto, riuscirono a risalire agli autori. Sulla base delle descrizioni fornite degli aggressori, le indagini si erano subito concentrate nelle aree poco distanti dagli edifici abbandonati della zona, dove venivano allestiti i bivacchi di fortuna dei senza fissa dimora. Due giorni dopo l’episodio, le forze dell’ordine scovarono il 38enne, trovato in possesso di due coltelli, uno dei quali verosimilmente utilizzato per l’aggressione. Nel frattempo, i militari identificarono il presunto esecutore materiale dell’accoltellamento, diramando una nota di ricerca per tutte le forze di polizia. Dagli accertamenti era poi risultato che il 24enne era stato controllato alla stazione di Bologna già il giorno successivo all’episodio, quando ancora non erano state acquisite tutte le informazioni utili alla sua identificazione. Il cerchio delle indagini era stato chiuso il 23 settembre, quando una pattuglia della Squadra Volanti della questura di Rimini, durante un controllo, aveva notato all’interno del parco Murri un soggetto che, alla vista degli agenti, assunse subito un atteggiamento guardingo e sospettoso. Bloccato, il 24enne venne accompagnato negli uffici della questura. Contemporaneamente, erano stati avvertiti anche i carabinieri per procedere congiuntamente, secondo una sperimentata collaborazione, al fermo del giovane. I due arrestati, dopo l’udienza di convalida, restarono in carcere.

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