Nell’armadio di casa aveva una divisa originale dei carabinieri: 45enne pregiudicato codannato

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  • 22 ottobre 2025

I carabinieri erano entrati nella sua casa per notificargli un atto di un procedimento a suo carico. Visti i precedenti sul fronte della droga e dello spaccio avevano anche deciso di effettuare nell’occasione una perquisizione. Non trovarono alcun tipo di stupefacente, ma riposta in un armadio nella sua camera, una divisa originale... proprio dei carabinieri. La cui detenzione non è lecita per le leggi italiane.

È stato giudicato per “illecita detenzione di segni distintivi di un corpo di polizia” W.I.D., 45enne residente nella vallata del Savio. Un uomo che lo scorso mese di marzo, a Forlì, è stato condannato anche ad una maxi pena per un’accusa di estorsione e minacce e che si trova in carcere, in questo momento, detenuto per un’altra ulteriore causa.

In quei giorni era stato raggiunto al campanello della sua abitazione dai militari dell’Arma di Roncofreddo. Quella che doveva essere una mera notifica era diventata in breve una denuncia per il 45enne.

Perquisendo l’abitazione era spuntata all’interno di un armadio una divisa dei carabinieri originale. Non un “tarocco” di carnevale o qualcosa di simulato. La divisa venne sequestrata. Nell’aula del giudice Ramona Bizzarri il 45enne era imputato per illecita detenzione.

Il pm Elisa Faenza aveva chiesto per lui il minimo della pena prevista in questi casi (che sono comunque 2 anni di reclusione) mentre l’avvocato difensore, Francesca Storai del foro di Bologna, ne aveva chiesto l’assoluzione.

La casa dove W.I.D. vive è in affitto. Di quella divisa lui ha sempre detto di non saperne nulla, e di conseguenza poteva essere stata riposta in quell’armadio da chi avesse vissuto prima di lui in quell’appartamento.

Il giudice Ramona Bizzarri lo ha condannato a 2 anni e 3 mesi di reclusione. Una pena che va a sommarsi a quella, molto più alta, che aveva patito a marzo sempre in Tribunale a Forlì: in quel caso si trattava di minacce ed estorsione per la droga. Un padre di famiglia e consumatore di cocaina che aveva accumulato con lui un debito di 6mila euro di “polvere” non pagata. Nell’aula del presidente Monica Galassi, in quel caso era stato spiegato come W.I.D. avesse cercato di incassare il debito minacciando di far del male alle figlie e ai parenti del creditore. Quando si recò nella periferia di Cesena per riscuotere il denaro della cocaina, trovò in casa i carabinieri ad attenderlo. Sette anni e 3 mesi di reclusione, in quel caso, la pena letta dal tribunale collegiale di primo grado.

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