ROMAGNA. Il mercato dei mutui in Emilia-Romagna a gennaio 2026 rivela un volto giovane e proiettato al futuro, con la Romagna che si distingue nettamente per dinamismo e propensione al debito a lungo termine. Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, sebbene la media regionale degli immobili (221.200 €) e degli importi (149.700 €) resti lievemente sotto la media nazionale (immobili 234.200, mutui 151.400 euro), le tre province romagnole mostrano trend peculiari.
La Romagna domina le vette delle classifiche regionali per due parametri fondamentali: la durata del finanziamento e l’entità del capitale richiesto.
Forlì-Cesena, il primato della durata: è la provincia dove si firmano i contratti più lunghi di tutta la regione. Con una media di 26,8 anni (circa 26 anni e 10 mesi), i richiedenti scelgono di estendere il piano di ammortamento ben oltre la media nazionale di 24 anni e 10 mesi.
Rimini, il capitale più alto: la provincia costiera si conferma la più esigente in termini di budget. L’importo medio richiesto tocca i 166.933 €, superando non solo la media regionale, ma posizionandosi sopra ogni altra provincia emiliana, inclusa Bologna (164.080 €). Anche il valore degli immobili a Rimini è tra i più alti della regione, con una media di 235.808 €.
La provincia di Ravenna si attesta su valori in linea con la media regionale. L’età dei richiedenti è di 38,3 anni, perfettamente in linea con il dato regionale di 38 anni e 4 mesi.
Durata e Importo: i ravennati richiedono mutui mediamente di 25,4 anni per un importo di 135.536 €, su immobili dal valore medio di 194.396 €.
Un dato sorprendente riguarda l’età media: i richiedenti romagnoli sono sensibilmente più giovani rispetto alla media nazionale (39 anni e 3 mesi). A Rimini, in particolare, l’età media scende a 37,1 anni, rendendola una delle province con la popolazione di mutuatari più giovane, seconda solo a Piacenza (36,6 anni).
Indipendentemente dalla provincia, la sicurezza resta la priorità assoluta: il tasso fisso assorbe il 92,4% delle richieste totali in regione, lasciando al variabile solo una quota marginale del 5%.