MISANO. La sera del centesimo compleanno diventa magica con la voce di Pannofino, le magie dei droni, l’addio di Pecco Bagnaia, il fascino degli australiani, del re inglese e di Capirex. La terza giornata del Wdw, quella domenicale, è durata a metà, perché tutti dovevano ripartire: i piloti MotoGP verso il Sachsenring, quelli Superbike per Donington e decine di migliaia di ducatisti per le rispettive case, in Italia, in Europa e nel mondo. Il clima era quello di sopravvissuti a una grande festa e di “giorno dopo” una grande abbuffata con sbornia. Ducatilandia è sparita in poche ore, prima che arrivasse il tardo pomeriggio.
Misano, 118mila presenze alla festa Ducati
- 06 luglio 2026
Numeri record
Numeri record per questa edizione: 118.036 presenze con Ducatisti provenienti da 94 Paesi, con rappresentanti da 275 Ducati Club. Entusiasta l’amministratore delegato Claudio Domenicali: «L’edizione del centenario del Wdw ha superato ogni aspettativa. È la più grande ed internazionale di sempre».
La sera di sabato, quella del centenario vero, visto che la nascita del marchio risale a 4 luglio 1926, è stata esagerata. Pannofino ha regalato la sua voce a una poesia sul significato di “1 secondo” da brividi, spazio poi a musica e danza, tutto in un’arena realizzata sotto le tribune del Carro gremite. Poi hanno sfilato i dipendenti della Ducati, i rivenditori di mezzo mondo, gli uomini dei team impegnati nel mondiale MotoGP, Superbike e Supersport, guidati da Gigi Dall’Igna e infine i piloti leggendari: gli australiani Troy Bayliss e Casey Stoner acclamatissimo, il faentino Loris Capirossi protagonista della prima vittoria rossa in MotoGP, Carl “King” Fogarty. Infine è stato il momento di Marc Marquez e di un Pecco Bagnaia che ha commosso con il suo saluto, meritando una “standing ovation” lunga minuti. Il “principe” piemontese è cresciuto e va via in Aprilia forse cambiato e migliorato dalle ultime fatiche.
Lo spettacolo in cielo
La conclusione l’hanno fatta centinaia di droni luminosi che hanno disegnato in cielo profili di moto storiche, i vari loghi del marchio della Ducati ed altro ancora. Tecnologia avanzata, storia e passione: gli ingredienti di una Ducati orgogliosa di sé. Il grande raduno dei ducatisti si spegne, dopo che l’evento raggiunge dimensioni ciclopiche, ma resta aperto a tutti e per tutti, perché i veri protagonisti sono gli appassionati del marchio: orgogliosi della propria moto, sia “stagionata” che modernissima e felici di trovare altri che condividono lo stesso amore. Difficile toccare e vedere Marc Marquez, Fabio Di Giannantonio o Pecco Bagnaia, più facile con Nicolò Bulega e Franco Morbidelli, ed ancora di più con Michele Pirro, superdisponibile, o gli altri piloti del mondiale Superbike e Supersport, ma facile, anzi facilissimo sentirsi parte di un immenso gruppo di persone che condivide un amore comune, una fiducia, un sogno. Come spiegare altrimenti la sfilata di venerdì sera e l’invasione di Riccione che hanno reso ciascun proprietario di Ducati una star? O la riviera pazza per la “rossa” e il suo rombo caratteristico? O una cittadina come Cattolica che per due sere, grazie alla ditta locale Wrs riempie il centro di gente, motociclette elaborate, la GP26 di Marc Marquez e tanta musica (venerdì con dj Marco Melandri ex pilota di Borgo Panigale in MotoGP e SBK), interrotta da un apprezzatissimo sgasare forsennato? Non si può spiegare, se non dopo averlo vissuto, aver provato il gusto della passione per “e’mutor” esaltato e reso spettacolo condiviso. L’appuntamento ora è per il 2028, provando ad immaginare con cosa ci stupirà il Wdw