Rimini. Maxi bagni, presentati 33 progetti e i riminesi la fanno da padroni

Si è chiuso ieri alle 13 l’avviso di consultazione preliminare per le macro aggregazioni da realizzare sulla spiaggia di Rimini. Un “bando” puramente consultivo rispetto al quale sono arrivate 33 manifestazioni di interesse presentate dai privati.

Il risultato

Diciamo subito che si tratta di un numero considerevole e che i progetti arrivano praticamente “in toto” da parte di imprenditori riminesi. Indicazione preziosa che di fatto scongiura l’assalto dei grandi gruppi industriali all’arenile di Rimini. E va anche chiarito che non è intenzione della giunta riempire la spiaggia di maxi bagni: questo accadrà solo in determinate zone, in base anche ai progetti sul tavolo.

Come precisato nell’avviso, la consultazione ha lo scopo di fornire al Comune degli elementi utili per programmare le procedure di affidamento delle concessioni demaniali. I progetti presentati non sono in alcun modo vincolanti per il Comune di Rimini e per le future scelte che riguardano le evidenze pubbliche, ma servono esclusivamente a fornire un elemento conoscitivo ulteriore per individuare i lotti di spiaggia da porre a gara. E gli interventi in forma macro-aggregata devono prevedere un fronte di almeno 250 metri lineari contigui, vale a dire una media di 7 stabilimenti.

Il Comune

«Le proposte arrivate, che saranno ritenute in linea e coerenti con gli obiettivi di valorizzazione, sostenibilità, riqualificazione, innovazione che stanno alla base del piano dell’arenile, saranno esaminate e valutate dal punto di vista tecnico. Sono dati che forniscono un quadro più ampio, utile a definire le procedure di evidenza pubblica. Evidenze che comunque prevederanno sia le macro aggregazioni, ma anche micro aggregazioni e bandi per le singole spiagge – è il commento di Palazzo Garampi -. In queste settimane infatti l’amministrazione sta completando gli atti amministrativi necessari alle procedure di evidenza pubblica (che per legge dovranno essere indette entro il termine massimo del 30 settembre 2027). L’obiettivo dichiarato è quello di procedere alle evidenze pubbliche questo autunno».

Il sindaco Jamil Sadegholvaad, non più tardi di pochi giorni fa, a proposito della “nuova spiaggia” aveva dichiarato: «L’amministrazione, in ordine al piano dell’arenile e alle evidenze per le concessioni balneari, cerca soluzioni e criteri improntati all’interesse comune. L’obiettivo è il presente e il futuro del nostro motore sociale ed economico. Il nuovo piano spiaggia avrà un livello superiore di armonizzazione ambientale e di crescita dei servizi. Potranno esserci alcune macro aggregazioni, là dove è utile che ci siano. Sarà senza dubbio tutelata la caratteristica dello stabilimento balneare riminese e della microaggregazione perché questo è un valore non negoziabile. Ma deve essere chiaro che la spiaggia va innovata perché negli ultimi 20 anni poco o nulla è stato fatto sul fronte degli investimenti, in certi casi comprensibilmente vista l’incertezza sui bandi. Nel frattempo però, almeno a Rimini, gli investimenti, enormi, sono stati compiuti sul fronte della salute del mare e sulla vivibilità dei nuovi lungomare. La spiaggia non può rimanere indietro perché comunque il mondo, e le esigenze dei turisti, vanno impetuosamente avanti. L’amministrazione ha ascoltato, ascolta e poi deciderà. Una cosa è certa: non farà spallucce lasciando tutto come prima (cosa impossibile, peraltro, per legge)».

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