Riccione. Ladri in zona Marano. Due colpi in pochi giorni: «Non ci sentiamo sicuri»

Ladri in azione al Marano, dove nel giro di pochi giorni sono stati presi di mira due esercizi sulla spiaggia. Prima il doppio colpo al chiringuito 147, visitato due volte nella notte tra domenica e lunedì; poi, alle 5 di ieri mattina, l’incursione al Maresca, sulla spiaggia 116.

Doppio colpo

A ricostruire il primo episodio è Alfredo Rastelli, tra le vittime e presidente di Confcommercio Riccione. «Domenica avevo chiuso alle 22.15. Poco dopo le 23 è scattato l’allarme», racconta. Gli ignoti avevano forzato la porta della cambusa, strappato il sensore e messo tutto a soqquadro. Rubati soprattutto superalcolici utilizzati per i cocktail, per circa 900 euro. Sistemata provvisoriamente la porta, attorno all’una i ladri sono tornati, approfittando del varco già danneggiato.

L’ultimo episodio si è verificato ieri mattina al Maresca. I responsabili confermano che qualcuno è entrato alle 5 dal lato della spiaggia. «Hanno portato via il fondo cassa, circa 300 euro, due telefoni e una bottiglia di vino», riferiscono. L’intrusione ha provocato danni alla struttura. Anche in questo caso è stata presentata denuncia ai carabinieri.

Per Rastelli non sono fatti isolati. «Quest’estate abbiamo subito quattro intrusioni al chiringuito e due nella dispensa. Tra merce rubata e riparazioni siamo arrivati a circa duemila euro di danni».

Il presidente di Confcommercio allarga lo sguardo all’economia turistica. «La sicurezza fa parte del turismo e della possibilità di trascorrere una serata serena. Se manca la sua percezione, una parte delle persone viene frenata e questo danneggia il commercio».

Lungomare sempre più vuoto

Rastelli descrive un lungomare che dopo una certa ora tende a spegnersi. Non un coprifuoco imposto, ma una sorta di coprifuoco spontaneo: le attività chiudono prima, anche per i costi e la difficoltà di garantire più turni; le luci si spengono e le strade restano meno presidiate. «Una volta molti locali rimanevano aperti fino al mattino. Oggi è tutto più vuoto e il buio aumenta il senso di insicurezza. Nelle zone periferiche ci sentiamo più abbandonati».

Il rischio è un circolo vizioso: meno esercizi aperti significano meno persone e meno controllo; la paura scoraggia le uscite, riduce gli incassi e rende più difficile restare sul mercato. «Una città sicura è una città viva».

Rastelli chiede più prevenzione e collaborazione tra operatori e forze dell’ordine. In gioco c’è la reputazione di Riccione: se viene percepita come meno sicura perde attrattività, con conseguenze sugli incassi e sulla tenuta delle attività.

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