L’Emilia-Romagna sperimenta l’intelligenza artificiale contro le alluvioni

L’intelligenza artificiale in Emilia-Romagna arriva in aiuto per gestire il rischio climatico e idrogeologico. Un’attività che va dal monitoraggio dei rischi al supporto per l’allertamento precoce della popolazione, fino alla simulazione di esondazioni e alluvioni. Una sperimentazione, quest’ultima, che avrà nel fiume Senio il suo prossimo banco di prova. Si tratta di due progetti, entrambi portati avanti dal gruppo hi-tech di Bologna Ex Machina insieme ad Arpae, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, e all’azienda Cae di San Lazzaro di Savena, nel bolognese. Due anni fa Ex Machina ha sviluppato un sistema di supporto decisionale basato sull’Ia chiamato ‘Airas’ (Artificial intelligence response on alert system), che serve proprio per la gestione delle emergenze meteo-idro-geologiche. Il sistema tiene insieme tre livelli: informazioni grezze (mappe, bollettini, sensori, webcam), storia del territorio e una capacità di analisi che lavora su cartografia, telemetria e documentazione tecnica. Grazie a un’unica interfaccia, il sistema può fornire ad esempio lo stato di allerta, le aree più esposte al rischio e cosa prevede il piano comunale per quella fase, con dati verificati e riferimento puntuale alle fonti. La prima sperimentazione istituzionale di ‘Airas’ è stata avviata con Arpae, fornendo al sistema i rapporti post-evento dal 2023 a luglio 2026, gli annali idrologici e i rapporti annuali meteo-clima. La fase operativa del lavoro entrerà nel vivo in autunno.

“Chi presidia una sala operativa durante un’allerta- si spiega da Ex Machina- tramite ‘Airas’ può incrociare bollettini regionali, letture di pluviometri e idrometri, piani comunali di protezione civile, ordinanze e rapporti post-evento, per prendere le decisioni che servono. Fino a ieri erano tutte informazioni che esistevano in archivi separati e in formati diversi”. Ora invece sono integrati in un unico sistema dotato di Ia. Il Gruppo Ex Machina partecipa poi a ‘REG4IA-Regioni per l’Intelligenza Artificiale’, il programma nazionale promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri insieme alle Regioni. In questo contesto si colloca il progetto avviato in Emilia-Romagna che riguarda la sperimentazione modelli di simulazione di esondazione dei corsi d’acqua. Il punto di partenza è un’applicazione già operativa: la simulazione in tempo reale degli scenari di allagamento da rotta arginale messa a punto per il Lamone dopo l’alluvione del maggio 2023, grazie ai modelli delle Università di Padova e di Parma, sfruttando il supercomputer regionale MarghERita. L’obiettivo ora è estendere questo progetto al fiume Senio: un’asta di circa 101 chilometri, arginata in modo continuo da Castelbolognese in poi, quindi particolarmente esposta al rischio di rotta. Da qui si punta inoltre ad adottare linee guida per trasferire questa metodologia ad altri bacini e regioni. Il sistema ‘Airas’, in questo caso, integra i modelli sviluppati dagli atenei con la mole di documenti già in memoria, rendendo il tutto accessibile a chi opera sul territorio.

Ex Machina partecipa infine allo sviluppo dell’approccio ‘impact based forecast’, per la valutazione in tempo reale dell’impatto alluvionale e per gli scenari utili alla pianificazione. “Abbiamo scelto di lavorare su un problema che riguarda le comunità, non su un esercizio tecnologico- afferma Sandro Cacciamani, ceo di Ex Machina Italia- accreditarsi a questi livelli non era scontato: significa che l’intelligenza artificiale che sviluppiamo regge il confronto con chi, sul campo, deve decidere in fretta e bene quando l’acqua sale. I territori coinvolti sono i nostri e partiamo da qui, per continuare a lavorare a un metodo che può servire a tutti, non solo a noi”.

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