Indagine sull’alluvione, De Pascale: “Rispetto per l’attività delle procure e per gli indagati”

RAVENNA. Non cambia la posizione del governatore Michele de Pascale sull’inchiesta della Procura di Ravenna, ora chiusa, che vede coinvolti 14 tra tecnici e imprenditori per le alluvioni del 2023 e del 2024. “Ho profondissimo rispetto per l’attività delle Procure e altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati”, sottolinea l’ex sindaco di Ravenna, commentando la chiusura dell’indagine oggi a margine di una conferenza stampa. “Dal primo momento in cui mi sono insediato- dice il presidente regionale- stiamo lavorando ventre a terra, stiamo mettendo a terra una quantità di risorse che non si sono mai viste prima, né in termini di disponibilità finanziarie né di impegno sul territorio. Alcune delle opere che sono attenzionate dalle attività di indagine sono le medesime opere sulle quali abbiamo concentrato la parte più significativa dei nostri sforzi, in particolare le casse Senio a Cuffiano che sono un tema per noi centrale e che stanno vedendo la fase esecutiva della progettazione e quindi andranno in appalto”. In alcuni casi, ricorda ancora il governatore, “stiamo parlando di opere molto complesse. Prenderle in mano nel post alluvione ha necessitato anche dover apportare delle revisioni, perché sono stati eventi molto superiori a quelli per cui erano state progettate e realizzate”. Per il resto, de Pascale rivendica in pieno il cambio di passo sui lavori di difesa del territorio, “ciò che ha segnato il primo anno e mezzo di mandato più di qualsiasi altra politica”. Insomma, “stiamo facendo tutto ciò che è umanamente possibile per segnare un vero e reale cambio di passo in termini di investimenti sul territorio e questo, a prescindere dall’aspetto penale, per noi è la priorità della priorità”.

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