Continuano a volare gli stracci tra il sindaco di Pennabilli Mauro Giannini ed esponenti della sinistra. Pietra dello scandalo la camicia nera che ha indossato alle celebrazioni istituzionali per la festa della Repubblica in agenda il 2 giugno scorso. Oltre all’Anpi, una dura critica è arrivata anche dal governatore dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale che ha rimarcato l’impossibilità di festeggiare la Repubblica «se non ci si riconosce nei valori dell’antifascismo» indignandosi per un’offesa esplicita alla memoria e ai principi democratici. La replica di Giannini, sotto forma di lettera, non si è fatta attendere. «Caro presidente, innanzitutto preciso che per la Festa della Repubblica “non mi sono vestito da fascista” con tanto di fez e stivaloni al ginocchio ma “ho semplicemente indossato” una elegante camicia di colore nero». Poi l’affondo: «Caro presidente, Lei non ha titolo per affermare che un sindaco democraticamente eletto non possa partecipare alla Festa della Repubblica se non si dichiara antifascista. Io sono Repubblicano e per la Repubblica italiana, a differenza Sua, ho rischiato la vita in diversi teatri di guerra e sono tuttora pronto a difenderla in ogni momento e contro chiunque». A chiusura del cerchio l’invito a visitare Pennabilli per toccare con mano la vita dei comuni montani. «Al posto di guardare al nero della mia camicia venga a vedere il verde estivo e il bianco invernale dei nostri monti con tutte le problematiche che la vita di montagna comporta, non pensi solo alle vongole». Frecciatina finale: «La aspetto a Pennabilli a braccia aperte (non tese)».
Giannini, il sindaco in camicia nera invita De Pascale a Pennabilli: “La aspetto a braccia aperte (non tese)”
- 06 giugno 2026