Un caffè, una birra negata e una mattinata che è degenerata in un arresto a catena. Protagonisti uno zio e un nipote, entrambi senegalesi, finiti in manette dopo una serie di episodi sempre più violenti.
Tutto è cominciato in un bar del centro di Faenza, dove una pattuglia del Commissariato di Pubblica Sicurezza è intervenuta per sedare un cliente in escandescenza: un 49enne che, dopo essersi visto rifiutare una birra dalla dipendente, aveva cominciato a insultarla e ad autoprocurarsi le bottiglie dal frigorifero. Portato negli uffici di polizia - dove ha tentato di colpire gli agenti a calci - è stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il pm ha disposto i domiciliari, ma anche a casa l’uomo ha continuato ad opporsi.
È a quel punto che è entrato in scena il nipote 32enne, uscito dall’appartamento e sorpreso a tentare la fuga: ha spintonato un agente, costretto a usare lo spray al peperoncino, e lo ha ferito con una prognosi di cinque giorni.
La successiva perquisizione ha rivelato il motivo di tanta agitazione: 40,5 grammi di hashish e 95 euro in contanti nella stanza dello zio, altri 30 grammi addosso al nipote. Quest’ultimo è stato tradotto in carcere a Ravenna; per lo zio, nuovi domiciliari in attesa dell’udienza con rito direttissimo.