Emilia-Romagna via alle domenica senza smartphone per i ragazzi. L’assessora: in pochi anni quasi raddoppiati gli utenti di neuropsichiatria infantile

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  • 10 ottobre 2025

BOLOGNA. Offline per un giorno dedicandosi invece a laboratori, incontri, giochi, flash mob. Domenica 12 ottobre in Emilia-Romagna sarà la prima domenica detox (così una volta al mese, fino a maggio 2026), l’iniziativa nata dagli Stati generali dell’Infanzia e dell’Adolescenza voluti e organizzati dalla Regione lo scorso maggio. La domenica detox, che fa parte del pacchetto da otto milioni e 350.000 euro che viale Aldo Moro mette in campo per i ragazzi e le ragazze, è una giornata di disconnessione digitale da trascorrere all’aperto, nelle biblioteche e negli spazi pubblici delle nostre città, ribadisce la Regione. Tante le iniziative da Forlì a Piacenza che vedono coinvolti i centri per le famiglie: eventi, laboratori, giochi e incontri per favorire il contatto diretto, la socializzazione e il rispetto per l’ambiente, senza l’uso di smartphone o dispositivi digitali. Alcune di queste vanno oltre il 12 ottobre per offrire comunque occasioni per staccare, divertirsi, rigenerarsi e informarsi per un uso consapevole degli strumenti digitali.

«Quello tra giovani e nuove tecnologie- sottolinea l’assessora al Welfare, Scuola, Politiche per l’infanzia e Terzo settore, Isabella Conti- è un rapporto complesso che va affrontato con grande responsabilità da parte di tutte e tutti, istituzioni comprese. Non possiamo lasciare da soli le nostre ragazze e i nostri ragazzi. I numeri ci dicono che gran parte degli accessi in neuropsichiatria sono legati a un abuso di smartphone e schermi. Nella nostra regione gli utenti dei servizi di neuropsichiatria infantile presi in carico sono passati dai 38.061 del 2010 ai 64.895 del 2023. Non bastano le cure, occorre affrontare quel malessere alla radice». Le domeniche detox, spiega ancora Conti, «fanno parte di un più ampio progetto dedicato ai ragazzi e alle ragazze dell’Emilia-Romagna. Sul fronte del digitale prevediamo un investimento di 700.000 euro per la formazione per gli operatori, la sensibilizzazione delle scuole, momenti pubblici di formazione rivolti ai genitori e la promozione dei Patti digitali, oltre che la formazione dei Custodi digitali rivolta ad oltre 3.000 professionisti fra pediatri, educatori, personale dei Centri per le famiglie e bibliotecari. Il nostro- conclude poi l’assessora- è un percorso per condividere spazi ed esperienze per fare del digitale uno strumento consapevole e inclusivo».

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