Emilia-Romagna, metalmeccanici: sì al nuovo contratto con il 92,52%

BOLOGNA. Per il contratto i metalmeccanici hanno sfidato anche il divieto di manifestare in tangenziale: la loro mobilitazione è durata 18 mesi, ed costata 40 ore di sciopero. Ma oggi i metalmeccanici possono dire, anche in Emilia-Romagna, di avere conquistato un contratto che li soddisfa. E’ infatti terminata venerdì scorso la campagna di assemblee e votazione per il rinnovo del contratto nazionale di Federmeccanica e in Emilia-Romagna il 92,52% dei partecipanti al voto ha detto ‘sì’ all’ipotesi di accordo che potrà essere firmato definitivamente.

A livello nazionale i partecipanti sono stati 464.287, e il 93,13% si è detto a favore del contratto. L’approvazione dell’ipotesi di accordo arrivata nelle assemblee è l’ultimo tassello, quello mancante: il frutto di “un bagno di democrazia, di confronto e discussione con le decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno animato una straordinaria mobilitazione”. In Emilia-Romagna culminò appunto “con l’enorme manifestazione regionale in tangenziale del 20 giugno” a Bologna, evidenzia e ricorda la Fiom-Cgil dell’Emilia-Romagna che rivendica oggi la capacità di essere “un sindacato che pratica il conflitto e la democrazia con l’obiettivo di rendere metalmeccaniche e metalmeccanici protagonisti e artefici delle decisioni che impattano su vite e condizioni di lavoro”. Per Gianni Cotugno, segretario Fiom dell’Emilia-Romagna, si può parlare di un “grande risultato” della consultazione, “frutto del lavoro capillare svolto da delegate e delegati eletti nei luoghi di lavoro. Grazie anche al radicamento sul territorio della nostra organizzazione, è stato possibile ascoltare e coinvolgere un numero elevatissimo” di tute blu e ora l’esito della consultazione rafforza “la consapevolezza dell’enorme potenziale di cambiamento dell’azione collettiva”. A Bologna i partecipanti al voto per l’approvazione dell’ipotesi di accordo sottoscritta da Fim-Fiom-Uilm il 22 novembre scorso sono stati 22.763. Le aziende metalmeccaniche bolognesi se ne è discusso prima di votare sono state 462: le stesse aziende dove aveva preso corpo la lunga lotta per ottenere il rinnovo del contratto. Anche Simone Selmi, segretario della Fiom-Cgil di Bologna, rivendica dunque il valore delle assemblee e del loro esito: ‘dietro’ c’è il “lavoro enorme sul territorio reso possibile dalla straordinaria attività svolta dei nostri rappresentanti sindacali eletti nelle aziende e dall’infaticabile lavoro di tutti i funzionari”. Il sindacato dei metalmeccanici è riuscito ad essere “presente e capillare” da Gaggio Montano a Budrio, da Crevalcore a Loiano, e a interpretare “confronto, conflitto e democrazia”, ribadisce Pasquale Di Domenico, segretario organizzativo della Fiom di Bologna. In dettaglio, a Bologna sui 22.763 votanti, il 65% degli aventi diritto, i ‘sì’ sono stati 21.105 (92,71%), i ‘no’ 1.431 (6,29%), le schede bianche o nulle 227. In generale, tra livello locale e nazionale, i dati della consultazione, per la Fiom, “rilevano un consenso molto alto” all’ipotesi di rinnovo del contratto”; ‘solo’ 31.554 i voti contrari, 4.286 le schede bianche e 1.080 le nulle raccolte in Italia. “Il grande consenso registrato nella consultazione e l’ampia partecipazione alle assemblee rappresentano un segnale chiaro e inequivocabile. Il voto legittima la firma sull’ipotesi di accordo e conferma la scelta della contrattazione nazionale come strumento fondamentale per tutelare salario, diritti e qualità del lavoro in una fase di profonde trasformazioni industriali”, dicono i vertici nazionali delle tre sigle dei metalmeccanici.

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