Emilia-Romagna, lo sport porta 800 milioni di euro di indotto

BOLOGNA. Torneranno quest’anno le finali di Coppa Davis, dopo il trionfo degli azzurri lo scorso anno a Bologna, ma ci saranno anche la MotoGp e il Giro d’Italia, sia maschile che femminile, insieme alle cinque maratone dell’Emilia-Romagna (Rimini, Ravenna, Bologna, Reggio Emilia e Parma) ora unite in un unico circuito. In realtà però il calendario degli eventi sportivi 2026 dell’Emilia-Romagna presentato oggi in Regione dal governatore Michele de Pascale e dalla sua assessora al Turismo Roberta Frisoni, sta già entrando nel vivo. Il prossimo weekend (7 e 8 febbraio) è in programma sempre sotto le Due Torri la final four di Coppa Italia maschile di volley, evento peraltro già sold out. Per tutti questi appuntamenti la Regione ha stanziato 12 milioni di euro nel triennio 2026-2028, di cui otto milioni nel solo 2026. Grande assente è il Gran Premio di Formula 1 a Imola, cancellato dal prossimo calendario mondiale ma per il quale la Regione è pronta a ricandidarsi nel 2027, nel caso si presentasse l’occasione di riportarlo sulle rive del Santerno. Tanto più che trova conferma l’impatto economico positivo dei grandi eventi.

Una ricerca commissionata dalla Regione e realizzata da Sg Plus che ha analizzato 110 eventi realizzati nel 2025 in Emilia-Romagna, stima infatti in 1,5 milioni le presenze turistiche legate allo sport e 1,8 relative alla Motor Valley, con una ricaduta economica complessiva diretta pari a 530,4 milioni di euro e 858,5 milioni di indotto economico potenziale, cioè come capacità di produrre attrattività per il territorio anche dopo questi eventi. “Siamo al lavoro perché tutto questo continui a crescere, senza dimenticare l’attività di base”, sottolinea Frisoni. “I dati sull’impatto economico- afferma ancora l’assessora insieme a de Pascale- mostrano con chiarezza come lo sport rappresenti un volano rilevante anche per il turismo, contribuendo in modo significativo alla destagionalizzazione dei flussi e al rafforzamento dell’immagine e della reputazione dell’Emilia-Romagna come terra di eventi e accoglienza”.

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