Emilia-Romagna, allarme blocco per i diesel Euro 5 dal primo ottobre: interrogazione in giunta

BOLOGNA. «La Regione Emilia-Romagna non sta facendo nulla per evitare il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 previsto dal 1° ottobre 2026. Al contrario, il Piemonte ha già aggiornato il proprio Piano regionale per la qualità dell’aria, individuando misure alternative che consentono di raggiungere gli obiettivi ambientali senza penalizzare cittadini e imprese». A dichiararlo è il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e coordinatore regionale del partito, Pietro Vignali, che sul tema ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale.

«Il piano adottato dal Piemonte prevede nuove misure antismog e interventi innovativi in grado di garantire la riduzione delle emissioni richiesta dall’Unione europea – prosegue il leader regionale forzista – Sono previsti incentivi per i biocarburanti e per la sostituzione degli impianti di riscaldamento più obsoleti, risorse per il verde urbano e per le coltivazioni che contribuiscono all’assorbimento degli inquinanti, bandi per il car sharing e nuove infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile. Grazie a queste misure, la Regione Piemonte punta ad evitare l’entrata in vigore del blocco dei diesel Euro 5. In Emilia-Romagna, invece, non risulta alcuna iniziativa analoga da parte della Giunta De Pascale. Anzi, nel Documento di economia e finanza regionale attualmente all’esame dell’Assemblea legislativa non si fa alcun riferimento a misure alternative che possano scongiurare il divieto di circolazione per gli Euro 5. Questa inerzia non rappresenta una novità. Michele De Pascale è stato infatti l’unico presidente di Regione del Bacino Padano a non sostenere formalmente le iniziative che hanno portato al rinvio del blocco previsto inizialmente per il 2025. Un rinvio ottenuto grazie ad un emendamento presentato da Forza Italia in Parlamento e che ha dato alle quattro Regioni la possibilità di individuare soluzioni alternative ai divieti generalizzati»

Secondo Vignali, il blocco che scatterà dal prossimo ottobre in tutti i capoluoghi di provincia, nelle altre città di pianura sopra i 30000 abitanti e nell’intero agglomerato urbano della città di metropolitana di Bologna, avrà conseguenze rilevanti per cittadini e attività economiche: «Molte famiglie e molti lavoratori non dispongono oggi di alternative realistiche all’auto privata e non possono sostenere nell’immediato il costo della sostituzione del veicolo. Lo stesso vale per numerose piccole imprese, artigiani e professionisti che utilizzano quotidianamente questi mezzi per lavorare. Si asseterebbe un colpo durissimo al tessuto produttivo regionale».

«La Giunta De Pascale batta un colpo prima che sia troppo tardi – conclude Vignali – La tutela dell’ambiente è un obiettivo da perseguire con equilibrio, pragmatismo e buon senso, non attraverso divieti che rischiano di produrre pesanti ricadute sociali ed economiche.»

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