Ha 22 anni, ha fatto ingenti investimenti e ora rischia di vedere sfumare tutto. È la situazione che sta vivendo Lorenzo Zavalloni, giovane imprenditore agricolo che coltiva un podere di 25 ettari a Calabrina. Produce colture orticole di pregio come spinaci, bietola da foglia, cicoria, cime di rapa, fagiolini ed è uno dei maggiori fornitori di Orogel nel Cesenate.
«Ma se verrà deciso che la nuova circonvallazione di Calabrina dovrà passare da ovest di via Cervese, cioè lato monte, invece che a est, come da decenni si è progettato, cioè lato mare, per la mia azienda sarà la fine». Lorenzo si è appena laureato in Agraria ed è figlio di agricoltori. «Adesso, però, tutto è a rischio, perché se il podere sarà tagliato in due, la metà non potrà più essere usato per le produzioni di orticole, in quanto non sarà più possibile irrigare».
Di circonvallazione di Calabrina si parla da decenni ed effettivamente tutto è sempre stato pensato per il passaggio ad est della via Cervese: sono state realizzate rotatorie con gli svincoli già pronti per la circonvallazione e, nei punti nevralgici del paese, i diversi Piani regolatori che si sono susseguiti non hanno mai permesso di edificare fabbricati.
«Ora invece, con la nuova ipotesi - dice Lorenzo - tutto viene messo in discussione. Di certo non avrei mai ampliato l’azienda e acquistato altri terreni adiacenti se avessi saputo di questa possibilità. E di certo non avrei mai fatto un investimento del genere sapendo che l’azienda sarebbe stata divisa in due, rendendomi complicato l’attraversamento e impossibile l’irrigazione di ampie zone. La cosa che più mi dispiace è che io sono uno dei pochi, forse l’unico agricoltore così giovane della zona che produce colture di pregio per un’azienda rinomata come Orogel, mentre dall’altro lato, ad est, pur con tutto il rispetto che meritano, ci sono appezzamenti di pensionati che fanno coltivare grano o erba medica, oppure hanno pochi alberi da frutto. D’altronde li capisco: per decenni hanno sempre saputo che poteva, da un giorno all’altro, passare la circonvallazione e quindi non hanno mai potuto fare investimenti a lungo termine».
Il giovane imprenditore conclude: «Nel mio caso, è vero l’esatto contrario: ho investito tanto senza immaginare che sarebbe potuta sorgere un’ipotesi ovest della circonvallazione. Fra l’altro, questa nuova proposta è molto più dispendiosa della prima, perché prevede di costruire almeno una rotatoria in più e abbattere una casa. In altre parole, non vedo proprio chi possa guadagnarci dal passaggio ad ovest. Tutti ci rimettiamo: la mia azienda, le finanze pubbliche, visto che il danno stimato da tecnici specializzati è ben superiore a 1 milione di euro, il sistema agricolo locale».