Caro carburante, Lollobrigida annuncia il credito d’imposta per pesca e agricoltura

«Un pescatore, quando esce in mare, ha un costo di produzione legato al carburante del 50%. Oggi, però, con gli ulteriori aumenti bisogna fare anche di più. Quindi interverremo nel prossimo decreto sul settore agricolo con un credito d’imposta anche per l’agricoltura». E’ quanto ha annunciato il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, all’assemblea di Coldiretti a Firenze. «Voglio ringraziare la presidente del Consiglio che ha dato l’assenso per percorrere questa strada». La misura, esultano da Condiretti, «è fondamentale per dare ossigeno alle imprese duramente colpite dal balzo dei costi energetici legato al conflitto in Iran». Per questo, aggiunge il presidente nazionale dell’associazione degli agricoltori, Ettore Prandini, «ringraziamo la premier Meloni e i ministri Lollobrigida e Giorgetti per la sensibilità dimostrata rispetto a una situazione che minaccia di incidere in maniera importante sulla sovranità alimentare del Paese e sui bilanci di aziende e famiglie».

«Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni odierne del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”. Commenta il presidente nazionale, Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette, presentati a ridosso dell’inizio della guerra.

«Queste agevolazioni fiscali -commenta Fini- già applicate durante il Covid intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato, che hanno acuito in modo esponenziale le difficoltà del settore. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana e in particolare per le filiere più in crisi, come quella cerealicola e zootecnica».

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