RIMINI. Dal turismo delle famiglie a quello con gli amici a quattro zampe. Forse qualcuno non se n’è accorto ma in Italia il numero degli animali ha superato quello dei minori di 14 anni: 16 milioni 478 mila cani e gatti registrati contro i 7 milioni e 20mila umani under 14. In Italia cani e gatti sono 2,3 volte di più. In Emilia-Romagna il rapporto è di 3,1. Al Ttg di Rimini se n’è parlato in chiave turistica nell’ambito del convegno “Dalla carrozzina al guinzaglio” che ha visto la presentazione della ricerca di Massimo Feruzzi, ricercatore e amministratore unico di Jfc srl. Le conclusioni? Il settore della vacanza con pets è sottoutilizzato: oggi genera un valore di circa 9,5 miliardi di euro ma il suo potenziale è di 15,8 miliardi.
Cani e gatti sono il triplo degli under 14: dal turismo delle famiglie a quello degli animali. Studio al Ttg
- 15 ottobre 2026
Mercato visto con reticenza
«Un mercato, quello dei pets», spiega Feruzzi, «decisamente interessante per l’economia turistica, che viene però ancora visto con reticenza dagli operatori e dalle destinazioni. Si tratta di una clientela che, nell’estate 2026, predilige le destinazioni montane ed appenniniche nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia Romagna e Toscana. All’estero, la nazione preferita è la Francia, poi la Spagna e la Germania».
«Quest’anno», aggiunge il ricercatore, «gli Italiani soggiorneranno mediamente 12,1 notti fuori casa in compagnia del proprio cane o gatto, spendendo 22,20 Euro in più al giorno per il proprio pet. Complessivamente, sono 3 Milioni 975 mila i nuclei familiari che quest’anno faranno almeno una vacanza in compagnia del proprio pet per oltre 73 Milioni di presenze turistiche “umane”, generando un valore stimato in 9 Miliardi 560 milioni di Euro. Tuttavia, il mercato potenziale è decisamente più elevato e potrebbe raggiungere quota 15 Miliardi 802 milioni di Euro».
«Una volta», spiega Feruzzi, «erano le catene Chicco e Prenatal ad aprire punti vendita in ogni località ma negli ultimi dieci anni hanno ceduto il passo a negozi dedicati agli animali domestici».
10 milioni di pet family
Il fenomeno della contrapposta evoluzione che emerge tra l’indice di natalità e l’adozione di animali incide sul mercato e lo farà in maniera più evidente nei prossimi anni. «Tuttavia», spiega Feruzzi, «l’offerta turistica italiana sembra non rendersene pienamente conto, se è vero che sono moltissime le strutture ricettive, i gruppi alberghieri e le destinazioni che si propongono sul mercato con offerte dedicate alle famiglie con bambini (tant’è vero che sono oltre 15 milioni i risultati che emergono su Google effettuando la ricerca delle parole chiave “vacanza family friendly”), mentre invece c’è ancora reticenza verso il segmento pet. Poche offerte, con limiti di vario genere, promosse quasi in silenzio per non creare fastidio agli altri clienti».
La ricerca ha anche calcolato quante sono in Italia le famiglie che hanno almeno un cane o un gatto (che rappresentano il 96,6% degli animali domestici): 10 milioni 507mila. «In sostanza, emerge come 4 Italiani su 10 rinunciano alla vacanza con il proprio animale da compagnia, e ciò è dovuto anche ad una serie di difficoltà che i nostri connazionali riscontrano nel momento stesso in cui si approcciano alla prenotazione. Perché è un dato di fatto: prenotare una vacanza con il proprio pet può rappresentare un problema». In testa ai problemi c’è “trovare una struttura dove venga ospitato l’animale da compagnia”, indicato dal 27,6% degli Italiani. Ma a invogliare l’offerta ricettiva potrebbe esserci anche un altro dato dell’indagine: il 70,8% degli Italiani con pet è disposti a spendere qualcosa in più per trascorrere la vacanza con il proprio pet.
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