Bolkestein, Rustignoli (Fiba): “Sulla spiaggia il 90% delle nostre strutture a rischio demolizione”

RIMINI. I balneari non ci stanno e sperano in modifiche sostanziali al bando tipo altrimenti inizieranno le demolizioni delle strutture presenti sulla spiaggia già dalla fine dell’estate 2027. Al Ttg si è tenuta giovedì l’assemblea delle imprese balneari organizzata da Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti. Presente il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Il presidente nazionale di Fiba, il ravennate Maurizio Rustignoli, ritiene ci siano margini per migliorare il bando tipo. Il 22 ottobre è previsto un incontro in conferenza Stato-Regioni nel quale sarà presentata la nuova bozza. Ci sono aperture sul tema della scarsità di risorse naturali che consentirebbe in certi casi (ma non sembra in Emilia-Romagna) di derogare ai bandi.

Rustignoli, a che punto siamo?

«Il ministro ha ribadito che nel breve sarà emanato il bando tipo, l’unico strumento che può portare un po’ di equità in questo percorso e soprattutto ha fatto anche un accenno sul riferimento della scarsità delle risorse e quindi sulla mappatura delle coste».

A cosa in particolare?

«Il governo sta approfondendo ulteriormente le percentuali e soprattutto in che modo poter far valere in sede europea questo principio. Quindi siamo soddisfatti, però è chiaro che c’è molto ancora da fare».

Rispetto alla bozza uscita un paio di settimane fa cambierà qualcosa?

«Vedremo quando esce la bozza che noi abbiamo visto. Certamente va migliorata, però tutto sommato contiene dei principi fondamentali. Il primo, innanzitutto, è quello della continuità del servizio, su cui nessuno può mettere in discussione l’importanza. Diversamente, se non ci fosse un’attenzione a questo, si rischierebbe il collasso dell’offerta turistica balneare, in questo caso dell’Emilia-Romagna, ma in generale di tutto il territorio».

Quale impegno ha preso il ministro?

«Quello di cercare di approfondire le tematiche in sospeso. Da un lato accelerare l’emanazione del bando tipo. Dall’altro lato, il tema della mappatura delle coste, sulla scarsità della risorsa, che forse può interessare poco l’Emilia-Romagna ma per altre regioni è sicuramente importante e fondamentale. Sono due temi che insieme vanno a tentare di dipanare la confusione che c’è. Perché in questa situazione caotica, per i Comuni, è impossibile procedere in modo omogeneo, concreto e cercando di limitare i ricorsi. In una situazione così caotica, con i tempi abbastanza stretti, è inevitabile che sfocerà tutto in un ricorso. Questo sarebbe per noi un danno, perché noi non possiamo pensare che il nostro futuro (di chi ha intenzione di continuare a fare questo mestiere e vuole investire, di chi è pronto a rimettersi in gioco) deve passare dai tribunali. E d’altro canto, io penso che per i Comuni sarebbe un danno enorme se si arrivasse al contenzioso. Allora diciamo: certamente bisogna andare avanti, benissimo, però facciamolo in modo ordinato».

Quale è il tema principale per evitare questa situazione?

«Ci sono più temi, tanti elementi che vanno valorizzati in termini di punteggio: la professionalità, la continuità del servizio, i servizi di interesse per la collettività che gli imprenditori possono mettere in gioco... Tante tematiche che devono trovare una valorizzazione. Certamente il riconoscimento, o in termini economici o in termini di punteggio, del valore di quello che noi dobbiamo trasferire, questo è un elemento fondamentale».

Cosa al momento non presente...

«Al momento non c’è chiarezza su questo. Diversamente tanti balneari stanno ipotizzando la demolizione delle strutture».

Anche in Romagna?

«Certo, se non trovano conforto in quel percorso che dice: “Guarda, lascia lui che in cambio hai”, la legge dice che io devo demolire, quindi rispetto la legge e demolisco».

Quali sono le strutture che potrebbero essere demolite?

«Il 90% delle nostre strutture sono a rischio demolizione, perché comunque sono strutture che sono di proprietà dell’attuale concessionario, strutture amovibili. E quindi questo comporterebbe poi che oltre alla cartolina un po’ complicata che potrebbe girare per il mondo, il servizio l’anno successivo con cosa viene dato? Con dei container? Quindi torniamo al concetto della continuità del servizio».

Quindi lo scenario sarebbe questo: a estate 2027 l’attuale concessionario inizierebbe a ragionare e a chiedersi cosa farà da settembre: demolisco o no? Giusto?

«Esattamente. Perché devo lasciare i miei beni, che addirittura la legge dice che io li devo demolire, perché li devo lasciare?»

Qualche esempio?

«Bar, ristoranti, sale, pergolati, servizi igienici, cabine, docce, servizi per disabili...».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui