Terre Cevico scommette sul trebbiano di Romagna. E tra gli epicentri del rilancio c’è lo stabilimento di Alfonsine che ha ospitato una grande festa con oltre 600 persone.
La scelta del luogo non è casuale. Qui arriva il 30% delle uve dei soci (circa mille in tutto) e sempre qui sono previsti investimenti per 3,7 milioni di euro nel piano di sviluppo del gruppo cooperativo, che prevede 18 milioni di euro nei prossimi quattro anni.
A snocciolare i numeri è stato Luca Frulli, responsabile investimenti Terre Cevico, che ha illustrato il sistema di efficientamento energetico della cantina.
«Abbiamo costruito un impianto fotovoltaico per 500 megawatt che ci ha consentito di risparmiare qualcosa come 80mila euro all’anno in spese energetiche. Tra i progetti anche l’impiego dell’intelligenza artificiale su alcuni sistemi».
A beneficiare di questi investimenti è in primis il trebbiano di Romagna che rappresenta la netta maggioranza della superficie vitivinicola di Cevico per una produzione di oltre 500mila ettolitri.
«Siamo partiti tre anni fa a Cesenatico in un simbolico legame tra terra e mare con i pescatori di Cesenatico che portiamo avanti tutt’oggi – ha spiegato Franco Donati, presidente di Cevico –. Sino a qualche anno fa pensare a un progetto che mettesse al centro il trebbiano era un atto di coraggio, noi ci abbiamo e creduto e i risultati ci confortano».
I numeri li ha presentati il direttore generale Paolo Galassi: «Sino al 2001 il confezionato di trebbiano era inferiore ai 700mila litri, oggi siamo arrivati ai 9 milioni. La fortuna del trebbiano sta nell’essere eclettico in quanto può essere declinato in diverse tipologie (fermo, frizzante, mixology) e contenitori, tanto che produciamo qualcosa come 5milioni nel formato brick».
Sui mercati bene l’Italia: «Il canale della ristorazione registra un +8% con 800mila bottiglie. Bene anche l’estero in particolare Giappone e Svezia dove abbiamo venduto 1 milione di bottiglie».
Soddisfatti della serata il sindaco Riccardo Graziani, che ha parlato di Cevico non solo di «gruppo cooperativo ma anche presidio del territorio per l’indotto sociale sulla comunità», mentre Mirco Bagnari, coordinatore territoriale per la provincia di Ravenna di Legacoop Romagna, ha evidenziato come la «cooperazione sappia affrontare le sfide del mercato globale».